Mondiali

Girone C, spettacolo assicurato: Brasile favorito tra Africa e Caraibi

Il Girone C si presenta come uno dei più equilibrati del Mondiale: il Brasile è favorito, ma attenzione alle sorprese
Brasile, Calcio
Brasile, Calcio

Il Mondiale è ormai arrivato. Le curiosità intorno alla competizione più attesa nel mondo del calcio si fanno crescenti. Tanti i dubbi sul vincitore finale, sulle possibili sorprese e su quei singoli che soddisferanno o deluderanno le nostre aspettative. A tal proposito, dopo aver analizzato il Girone A e il Girone B del Mondiale che si giocherà tra Stati Uniti, Messico e Canada, ora entreremo nel merito del gruppo C, uno dei più equilibrati e interessanti di tutta la Coppa del Modo.

Le squadre: valori e gerarchie

Il Girone C offre un mix molto interessante di caratteristiche e culture calcistiche. Quattro squadre che metteranno in ballo le proprie qualità per assicurarsi il passaggio del turno alla fase a eliminazione diretta. Spicca su tutte il Brasile di Carlo Ancelotti, che si presenterà da grande favorita. Poi c’è la Scozia, squadra in crescita e che porta con sé le simpatie anche del pubblico italiano. A tenergli testa sarà il Marocco, reduce da un grande cammino in Qatar dove a chiuso in quarta posizione, dietro Argentina, Francia e Croazia. A chiudere il quartetto sarà Haiti, la formazione meno blasonata del girone.

La favorita: perché parte davanti

La squadra che partirò favorita nel Girone C del Mondiale è il Brasile. La squadra di Carlo Ancelotti è indubbiamente la più forte per completezza di rosa e livello dei singoli. Vinicius Junior, Rodrigo, Estevao, Marquinhos. Sono tanti i nomi di spicco sui quali potrà contare il commissario tecnico italiano nella sua prima avventura alla guida di un Nazionale. Il suo arrivo sulla panchina brasiliana era stato accolto con particolare entusiasmo dai tifosi e, nonostante nel corso degli ultimi appuntamenti abbia faticato a trovare continuità, l’ex Real Madrid è stato premiato con il rinnovo del contratto che ha messo a tacere ogni voce sul possibile addio al termine della competizione.

Definire lo stile di gioco del Brasile non è semplice. Almeno per il momento. La Seleçao sotto Ancelotti ha variato tra 4-2-3-1 e il 4-3-3, in base all’avversario e agli undici titolari. Nel percorso di avvicinamento al Mondiale l’allenatore italiano ha cercato di equilibrare una rosa caratterizzata soprattutto da una grande qualità individuale, chiedendo una maggiore collettività e applicazione difensiva. A sua disposizione avrà un mix di calciatori con grande esperienza a livello europeo come Vinicius, Martinelli, Marquinhos, Bremer, Rodrygo, Casemiro e Danilo, ma anche talenti emergenti da costruire in vista del futuro tra i quali Endrick, Estevao, Rayan e Andrey Santos. Per citarne alcuni. L’obiettivo che Ancelotti dovrà percorrere nei prossimi mesi sarà quello di trovare compattezza e unione d’intenti, dando alla squadra un’identità riconoscibile e applicabile in un appuntamento storico al quale il Brasile si presenta con l’obiettivo, come sempre, di arrivare fino in fondo. Per farlo, però, non avrà a disposizione molto tempo.

L’outsider: chi può sorprendere

Trovare una vera e propria outsider nel Girone C non è semplice. Potremmo fare, però, il nome di una Scozia che cercherà di stupire dopo 28 anni di assenza dalla Coppa del Mondo. Proponendo uno stile di gioco pragmatico, ma comunque incentrato su grande atletismo, fisicità e pressing Steve Clarke è riuscito a riportare la Nazionale scozzese a una dimensione superiore. Puntando anche su calciatori di caratura internazionale come Robertson o McTominay, star della rosa, è riuscito ad alzare l’asticella rilanciando la Scozia e rendendola una delle mine vaganti non solo del proprio gruppo, ma di tutta la competizione. Il centrocampista del Napoli negli ultimi due anni si è ritagliato un ruolo di primo piano. La sua prestazione contro la Danimarca nel fase a gironi di qualificazione al Mondiale è stata preziosa per ottenere il pass diretto. Sarà lui a dover dare ai compagni quel carisma e quella grinta necessari per poter permettere alla Scozia di riuscire in quel che i loro predecessori hanno fatto: ottenere l’accesso alla fase a eliminazione diretta.

Chi rischia di restare fuori

Se il Marocco cercherà di fare lo ‘scherzetto’ a Scozia e Brasile, Haiti rischia di essere la squadra cuscinetto del Gruppo C. Tornata ai Mondiali 52 anni l’ultima volta, grazie all’ottimo lavoro svolto dal commissario tecnico Sebastian Migne, i limiti strutturali e di rosa rischiano di essere una pietra tombale sul loro cammino in Coppa del Mondo. Haiti non vanta giocatori di spicco e potrebbe faticare molto a dire la sua in un girone oggettivamente difficile da affrontare per la differenza tecnica che vige tra loro e le tre Nazionali avversarie.

Partite decisive

Gli scontri diretti saranno decisivi in un girone tanto equilibrato quanto questo. Una delle partite più importanti in calendario sarà sicuramente quella del 25 giugno quando il Brasile e la Scozia si sfideranno nell’ultima giornata della fase a gironi. Il Miami Stadium sarà teatro di una partita che rischia di definire il futuro di entrambe le Nazionali, mettendo a confronto caratteristiche e identità decisamente differenti. La Scozia, arrivati a quel punto, potrebbe ambire e sognare anche a un primo posto nel girone, ma per farlo dovrà essere in grado di fare il suo nelle partite antecedenti contro Haiti e, soprattutto, Marocco. La sfida del 20 giugno, in tal senso, determinerà la squadre che potrà accedere alla fase finale del torneo.

Pronostico finale

Ricapitolando. Il Brasile è la squadra favorita del girone, quella che potrà ambire al primo posto per valori individuali, quindi tecnici, e collettivi, quindi tattici. Ma Ancelotti e la sua Nazionale dovranno guardarsi le spalle. La Scozia cercherà di beffare la Seleçao e nel frattempo potrebbe emergere anche un Marocco reduce da una grande cavalcata nel Mondiale del 2022 e che, dopo la discussa vittoria a tavolino della Coppa d’Africa, vorrà confermare il proprio rendimento anche tra Stati Uniti Messico e Canada. Decisamente più indietro, invece, c’è Haiti.