Tanti problemi prima dell’inizio dei Mondiali 2026. E non solo a livello politico. A poche ore dalla gara inaugurale tra Messico e Sudafrica (giovedì 11 giugno alle 21, in Italia), è arrivato un allarme di carattere medico: l’Organizzazione Panamericana della Sanità, infatti, ha lanciato un’allerta morbillo. Secondo l’organizzazione, “l’aumento della trasmissione del morbillo combinato con l’intenso traffico internazionale crea le condizioni ideali per una rapida diffusione del virus”.
L’allerta negli USA
Il rischio è che l’evento sportivo, tra i più attesi e seguiti al mondo, possa diventare un vero e proprio focolaio di malattie. La preoccupazione, soprattutto degli esperti, riguarda gli spostamenti che dovranno fare milioni di persone tra tifosi, giornalisti, staff e calciatori, visto che si giocherà in 16 città differenti per tutto il continente americano (Stati Uniti, Canada, Messico). Al momento, l’Organizzazione Panamericana della Sanità ha invitato le autorità a rafforzare i controlli, individuare le zone con il rischio più alto e informare i viaggiatori per quanto riguarda l’accesso alla vaccinazione prima di spostarsi di paese in paese per seguire le partite (o altri grandi eventi).
Gli stati più colpiti
Rispetto all’anno scorso, i numeri dei casi di morbillo negli Stati Uniti sono raddoppiati. In totale, infatti, sono scoppiati 30 nuovi focolai e il 93% dei casi confermati è legato a questi cluster. Anche se gli esperti temono che il numero reale sia circa tre volte superiore a quello ufficiale. Gli stati più colpiti degli USA sono la Florida (141 casi), la South Carolina (669), il Texas (182) e lo Utah (486). Desta grande preoccupazione soprattutto il Texas, che ospiterà ben 16 partite del torneo.