Mondiali 2026, la decisione di Pochettino su Balogun per Usa-Belgio
Le formazioni ufficiali dell’ottavo di finale a Seattle hanno confermato quello che fino a poche ore prima sembrava uno scenario impossibile: Folarin Balogun scenderà in campo come titolare al centro dell’attacco degli Stati Uniti nella sfida da dentro o fuori contro il Belgio. La presenza dal primo minuto dell’attaccante, capocannoniere dei suoi con tre reti nel torneo, ha scatenato una bufera senza precedenti in tutta la Coppa del Mondo 2026. Balogun, infatti, era stato espulso dall’arbitro brasiliano Raphael Claus durante il match vinto 2-0 contro la Bosnia-Erzegovina per aver intenzionalmente pestato la caviglia di un avversario, un provvedimento che avrebbe dovuto far scattare un turno automatico di squalifica, estromettendolo dalla gara di Seattle.
Il “salvataggio” diplomatico tra Trump e Infantino
A garantire la maglia da titolare al centravanti statunitense è stato un clamoroso e controverso retroscena politico. A seguito di una telefonata diretta del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump al numero uno della FIFA Gianni Infantino, il comitato disciplinare della federazione internazionale ha deciso domenica di congelare l’efficacia della squalifica per un anno. La sanzione sul campo è stata così convertita in una multa da 40.000 dollari (che verrà saldata dalla US Soccer Federation), permettendo al ct americano di schierare l’undici titolare ideale. Infantino ha cercato di smorzare le polemiche dichiarando di non aver influenzato la decisione del comitato, ma l’intervento della Casa Bianca ha inevitabilmente trasformato la partita in un caso diplomatico globale.
La furia della UEFA e la protesta del Belgio
La scelta di schierare Balogun ha scatenato l’immediata e durissima reazione della UEFA, che ha definito il dietrofront della FIFA “senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile”. Il Belgio ha tentato un ricorso d’urgenza nel disperato tentativo di far ripristinare la squalifica prima del fischio d’inizio, ma la commissione d’appello della FIFA lo ha respinto per un cavillo burocratico, dichiarando la federazione belga priva di legittimazione ad agire. La frustrazione dei tifosi dei Diavoli Rossi è esplosa durante la marcia di avvicinamento al Lumen Field, accompagnata da cori durissimi contro i vertici del calcio mondiale.
Rivoluzione Belgio e la caccia ai quarti di finale
Mentre gli Stati Uniti hanno cavalcato l’entusiasmo confermando in blocco la squadra, il Belgio ha risposto alla tensione con una rivoluzione tattica speculare, escludendo a sorpresa dai titolari stelle del calibro di Kevin De Bruyne, Jérémy Doku e Romelu Lukaku. La vincente di questo accesissimo ottavo di finale si guadagnerà il diritto di volare a Inglewood, in California, per sfidare la Spagna nei quarti di finale. Per gli Stati Uniti, trascinati dal loro discusso numero nove, si tratta di un appuntamento con la storia: la nazionale a stelle e strisce non raggiunge i quarti di finale dal 2002 e non ha mai vinto due partite consecutive a eliminazione diretta in tutta la storia dei Mondiali.