RD Congo, forza africana: fisicità e crescita
Da Zaire a Repubblica Democratica del Congo, un cambio di nome che racchiude 52 anni di storia del calcio africano. Tanto è passato dalla prima e unica partecipazione della Repubblica Democratica del Congo ai Mondiali, un avvenimento che fa parte della storia del calcio. Lo Zaire fu la prima squadra africana a partecipare al Mondiale oltre mezzo secolo fa. La storia si ripeterà quest’estate, con la nazionale guidata da Sebastien Desabre che torna a giocare il Mondiale dopo aver sorpreso l’Africa a novembre.
Il momento della squadra
Dopo aver fallito in malo modo la qualificazione alla Coppa d’Africa del 2023, la Repubblica Democratica del Congo è riuscita a rinascere negli ultimi quattro anni. Merito sicuramente di Sebastien Desabre, ct in carica dall’agosto 2022. Da quel momento è arrivato un cambiamento radicale, tanto che la Repubblica Democratica del Congo ha dato del filo da torcere anche al Senegal nel percorso di qualificazione al Mondiale. Con 22 punti in 10 partite ha chiuso il girone B al secondo posto a sole due lunghezze dal Senegal, arrivando poi al playoff dove ha eliminato prima il Camerun e poi in finale a sorpresa la Nigeria ai calci di rigore. Questo successo ha portato all’ultimo turno di playoff, la sfida inter-continentale con la Giamaica vinta 1-0 ai tempi supplementari in Messico grazie al gol di Tuanzebe.
Il commissario tecnico e le idee di gioco
Da quattro anni la Repubblica Democratica del Congo è guidata in panchina dal francese Sebastien Desabre. Dopo un decennio passato nel calcio africano tra club e la nazionale dell’Uganda, nell’estate del 2020 Desabre aveva deciso di tornare in patria per allenare il Chamois Niortais in Ligue 2. Dopo aver ottenuto due salvezze è arrivata la chiamata della nazionale della Repubblica Democratica del Congo. Desabre ha dato un’identità alla squadra, che ha guidato per 46 volte ottenendo ben 27 vittorie, nove pareggi e appena 10 sconfitte.
I giocatori chiave
C’è tanta esperienza nella nazionale della Repubblica Democratica del Congo, a cominciare dalla difesa dove a comandare sono Chancel Mbemba e Aaron Wan-Bissaka. Il centrale del Lille è la colonna portante della difesa, mentre l’esterno del West Ham garantisce corsa sulla corsia. Davanti poi l’attacco è affidato all’esperienza del 35enne Cedric Bakambu e a Yoane Wissa, esploso nelle scorse due stagioni al Brentford dove ha segnato 31 gol in due anni in Premier League prima del passaggio al Newcastle per quasi 60 milioni di euro. A questa esperienza si aggiunge la gioventù e la freschezza di Noah Sadiki, mediano di sostanza e fisicità del Sunderland titolarissimo al fianco di Xhaka con i Blackcats.
Punti di forza e debolezze
Il grande punto di forza della Repubblica Democratica del Congo è la fase difensiva, come dimostrano i soli tre gol subiti nelle ultime 11 partite giocate. Le fortune della nazionale di Desabre in un girone difficile con Portogallo, Colombia e Uzbekistan passano inevitabilmente dalla solidità difensiva e dalla capacità di subire pochissime reti. Quel che manca probabilmente è qualità in fase di rifinitura, non c’è un vero fantasista o un giocatore di talento che possa creare situazioni pericolose in zona gol.
Probabile formazione
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO (4-4-2): Mpasi Nzau; Wan-Bissaka, Mbemba, Tuanzebe, Masuaku; Elia, Moutoussamy, Sadiki, Mbuku; Wissa, Bakambu. Allenatore: Desabre.
La storia ai Mondiali
La storia della Repubblica Democratica del Congo ai Mondiali di calcio è breve ma molto significativa. La nazionale partecipò una sola volta alla fase finale della Coppa del Mondo, nel 1974 in Germania Ovest, quando il Paese si chiamava ancora Zaire. Fu un traguardo storico: lo Zaire diventò infatti la prima nazionale dell’Africa subsahariana a qualificarsi ai Mondiali. Il torneo però si rivelò molto difficile. La squadra perse tutte e tre le partite del girone contro Scozia, Jugoslavia e Brasile, subendo anche una pesante sconfitta per 9-0 contro la Jugoslavia, una delle più larghe nella storia della competizione. Nonostante ciò, quella partecipazione rimase simbolica per tutto il calcio africano. Celebre è anche l’episodio del difensore Joseph Mwepu Ilunga, che durante una punizione contro il Brasile uscì dalla barriera per calciare via il pallone prima del tiro, creando una delle scene più iconiche dei Mondiali.
Obiettivo Mondiale 2026
Il girone K vede una netta favorita come il Portogallo, con la Colombia candidata principale alla corsa per il secondo posto. Per la Repubblica Democratica del Congo sarà fondamentale tenere a livello difensivo contro le due favorite del girone, provare magari a portare a casa un pareggio con la Colombia prima della sfida con l’Uzbekistan. Conquistare il primo successo nella storia della Repubblica Democratica del Congo ai Mondiali significherebbe sognare anche una possibile qualificazione alla fase a eliminazione diretta.