Sudafrica, sogno africano: energia e voglia di stupire
Sono passati ben 16 anni dall’ultima partecipazione del Sudafrica alla Coppa del Mondo, che nel Mondiale americano che inizierà il prossimo 11 giugno ci è tornato dalla porta principale. La squadra di Hugo Broos ha firmato una delle più grandi sorprese delle qualificazioni al Mondiale, vincendo il girone C delle qualificazioni africane costringendo la Nigeria ai playoff. L’eliminazione di Osimhen e compagni, arrivata nella finale playoff contro la Repubblica Democratica del Congo, è però firmata dal Sudafrica che torna così al Mondiale. L’ultima qualificazione era arrivata quasi un quarto di secolo fa per la Coppa del Mondo in Corea e Giappone, mentre nel 2010 il Sudafrica ha giocato il Mondiale da paese ospitante.
Il momento della squadra
Il percorso del Sudafrica nelle qualificazioni africane è stato estremante positivo, specialmente se si considera l’inizio piuttosto negativo. La formula africana è piuttosto complessa e le qualificazioni erano iniziate addirittura nel 2023, col Sudafrica che aveva perso già alla seconda giornata in Ruanda. Il momento chiave della fase di qualificazione per i Bafana Bafana è arrivato poco più di un anno fa, quando a marzo 2025 il Sudafrica vinse 2-0 in Lesotho. La FIFA diede però la partita persa a tavolino perché il Sudafrica schierò Teboho Mokoena, centrocampista che era stato squalificato per somma di ammonizioni per il giallo preso nel giugno 2024 nella sfida con lo Zimbabwe. Quel 3-0 a tavolino poteva condizionare la qualificazione del Sudafrica, che però da quel momento ha ottenuto 11 punti nelle successive cinque partite. Dopo la qualificazione al Mondiale però il Sudafrica ha vissuto una Coppa d’Africa negativa, con l’eliminazione agli ottavi di finale contro il Camerun che è stata una cocente delusione.
Il commissario tecnico e le idee di gioco
Dopo l’eliminazione nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa del 2021, la federazione sudafricana ha scelto di puntare sull’esperienza del belga Hugo Broos. Classe 1952, il tecnico aveva già guidato una nazionale africana essendo stato scelte dal Camerun nel febbraio del 2016 rimanendo in carica fino a dicembre 2017. Da maggio 2021 Broos è sulla panchina del Sudafrica e ha lavorato proprio in prospettiva 2026, con il doppio appuntamento Coppa d’Africa e Mondiale. In 55 partite alla guida dei Bafana Bafana, Broos ha ottenuto 28 vittorie, 17 pareggio e 10 sconfitte. Il Sudafrica ha abbracciato la filosofia tattica del tecnico belga, che ha reso la sua nazionale tra le migliori a livello di possesso palla del continente africano. In un calcio che spesso si basa su fisicità ed episodi, il Sudafrica invece fa del palleggio e della proposta offensiva la sua qualità. Broos propone un 4-2-3-1 offensivo che potrà essere protagonista anche al Mondiale.
I giocatori chiave
Il giocatore di riferimentodel Sudafrica è senza dubbio Lyle Foster. Attaccante classe 2000, è stato portato in Europa a soli 18 anni dal Monaco per poco più di un milione di euro. Da quel momento però Foster ha girato per l’Europa cercando di affermarsi. Prima un prestito al Cercle Brugge, poi la cessione al Vitoria, dove però ha trovato poco spazio. Il ritorno in Belgio con il Westerlo, che dopo un anno di prestito lo riscatto per un milione di euro. Dopo otto gol in 21 partite nella prima parte di stagione con il Westerlo, arriva la chiamata del Burnley che lo porta in Inghilterra per 11 milioni di euro. Il suo impatto con la Premier nel 2023-2024 è straordinario, collezione tre gol e due assist nelle prime sei presenze. Da allora però Foster ha fatto fatica, e quest’anno non è mai riuscito a essere protagonista con continuità con il Burnley, retrocesso in Championship. Il leader emotivo della squadra è il portiere e capitano Ronwen Williams, capitano anche del Mamelodi Sundowns che a 34 anni comanderà la difesa sudafricana al mondiale. Attenzione poi al giovane Relebohile Mofokeng, talentuoso numero 10 classe 2004 esploso quest’anno arrivando per la prima volta in doppia cifra in campionato con gli Orlando Pirates.
Punti di forza e debolezze
La grande forza del Sudafrica nel continente africano è la sicurezza nel palleggio e la capacità di gestire i ritmi della partita. Il vero punto interrogativo è legato all’adattamento che dovrà avere la squadra di Broos alla maggiore intensità che ci sarà al Mondiale. Attenzione poi alla velocità del quartetto offensivo guidato proprio da Lyle Foster, centravanti di movimento che può dar fastidio alle difese avversarie. La difesa è il punto debole del Sudafrica, che ha sempre subito gol nelle ultime sette partite giocate tra amichevoli e Coppa d’Africa.
Probabile formazione
SUDAFRICA (4-2-3-1): Williams; Mudau, Okon, Mbokazi, Modiba; Mokoena, Sithole; Hlongwane, Mofokeng, Moremi; Foster. Allenatore: Broos.
La storia ai Mondiali
Il Sudafrica nelle tre precedenti partecipazioni ai Mondiali ha ottenuto appena due vittorie, senza mai qualificarsi alla fase a eliminazione diretta. Nonostante questo, i Bafana Bafana hanno sempre dato filo da torcere alle loro avversarie. L’esordio assoluto è arrivato il 12 giugno 1998 contro la Francia padrona di casa che ha vinto nettamente 3-0 grazie alle reti di Dugarry e Henry intervallate dall’autogol di Issa. Quella però fu l’unica sconfitta sudafricana in Francia, con i Bafana Bafana che hanno poi pareggiato con la Danimarca 1-1 e contro l’Arabia Saudita 2-2. Nel 2002 il Sudafrica è andato a un passo dalla qualificazione agli ottavi pareggiando l’esordio con il Paraguay per 2-2 e ottenendo la prima storica vittoria al Mondiale battendo 1-0 la Slovenia. A condannare i Bafana Bafana fu la Spagna di e Raul, che con una doppietta ha firmato il 3-2 iberico che ha permesso al Paraguay di eliminare per differenza reti il Sudafrica. Sedici anni fa invece è arrivata la vittoria più prestigiosa nella storia dei Bafana Bafana al Mondiale, dopo il punto conquistato nelle prime due partite con Messico e Uruguay che aveva già portato all’eliminazione. Lo storico 2-1 alla Francia che costò la panchina dei transalpini a Raymond Domenech rappresenta il momento più alto della storia del Sudafrica al Mondiale.
Obiettivo Mondiale 2026
Il girone A è senza dubbio uno dei più equilibrati del Mondiale 2026 e il Sudafrica potrebbe anche sognare la prima qualificazione alla fase a eliminazione diretta nella sua storia. L’obiettivo realistico è inseguire almeno una vittoria, ma c’è la potenzialità anche per ottenere qualcosa in più e sognare in grande. L’esordio all’Azteca contro il Messico può intimidire, ma le sfide con Repubblica Ceca e Corea del Sud rappresentano un’occasione per i ragazzi di Hugo Broos.