Il sogno di vedere Pep Guardiola sulla panchina della Nazionale italiana è definitivamente tramontato. Nella notte tra giovedì e venerdì è arrivato il rifiuto del tecnico spagnolo alla proposta della Figc, confermando la chiusura di una trattativa che Paolo Maldini e Leonardo avevano ammesso di aver avviato.
Cosa c’è dietro al rifiuto di Guardiola
Alla base della decisione non ci sarebbero motivi economici. “Per lui l’aspetto economico non è in alcun modo rilevante”, ha spiegato Maldini a margine della presentazione del nuovo progetto tecnico della Federazione. Secondo Sky Sport, il no sarebbe legato esclusivamente a ragioni familiari. La Figc aveva illustrato a Guardiola un progetto di ampio respiro, con un orizzonte di otto-dieci anni, che non riguardava soltanto la Nazionale maggiore ma anche la riorganizzazione dell’intero settore tecnico e giovanile. Un piano ambizioso che, però, non è bastato a convincere l’allenatore del Manchester City.
Pirlo prima alternativa
Guardiola non è stato l’unico nome contattato. Maldini ha confermato di aver sondato anche Carlo Ancelotti, definendolo uno dei migliori tecnici al mondo. L’attuale ct del Brasile, però, è intenzionato a proseguire il proprio percorso con la Seleção. A questo punto la Figc è chiamata a virare sul piano B. Il profilo che raccoglie maggiori consensi è quello di Andrea Pirlo, oggi alla guida dello United FC. L’ex centrocampista conosce bene sia Maldini sia Leonardo e rispecchierebbe l’identikit tracciato dalla nuova dirigenza federale: un allenatore in sintonia con la direzione tecnica e con il progetto di rilancio del calcio italiano.