Rocchi rompe il silenzio: “L’inchiesta una bomba nella mia vita. Marotta? Mai sentito”
È tornato a parlare l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, intervistato dal Corriere dello Sport, ripercorrendo quanto accaduto in merito all’inchiesta sugli arbitri che lo ha visto coinvolto: “Mi è esplosa una bomba nella vita, stravolta. Una bolla, ogni tanto mi osservo da fuori e mi auguro di svegliarmi da un incubo. Ho scelto un ruolo basato su valori quali l’onestà e la rettitudine, all’improvviso mi hanno trasformato in un mezzo delinquente. Ho conosciuto l’umiliazione e l’ho anche frequentata per mesi, è un’esperienza che non auguro a nessuno e ho reagito come ho potuto”.
“Mi sono chiesto perché a me? Ero il mostro”
Rocchi prosegue il racconto: “Giugno è stato un periodo tra i più duri e posso aver pensato di tutto, diciamo che non ero nelle condizioni ideali per mantenere l’equilibrio. Ho letto e sentito tante cose, ma non ci ho mai voluto credere. In certi posti e con certi ruoli non andare a genio a qualcuno è fin troppo naturale. Così come ho degli amici, ho dei nemici, gente che si è sentita demansionata. Però ho trovato anche tanta gente amica che ha provato a rassicurarmi, ho ricevuto messaggi molto belli anche da arbitri che non avevo per così dire aiutato a crescere”.
“Me lo sarò ripetuto 50 volte: perché a me, cosa ho combinato? Da impazzire e le cose sono via via peggiorate. Ho letto e ascoltato di tutto, ero il mostro. Ho fatto pensieri di ogni tipo, chi mi vuole così male? Mi sono ritrovato senza un’identità e senza un lavoro. Mi sono autosospeso? Non avrei potuto fare diversamente, rispettando i miei princìpi e lo rifarei. Avevo delle responsabilità nei confronti degli arbitri, volevo che finissero la stagione in condizioni accettabili, senza pressioni supplementari”.
Le parole di Rocchi su Marotta
Su Marotta e l’Inter: “Avevo sentito il presidente dell’Inter, Marotta? Mai, così come non ho mai avuto, né cercato rapporti con altri dirigenti. Per questo avevo inserito la figura del referee manager, un professionista addetto ai club. Penso che lo conservino anche quest’anno”.
Sul futuro: “Ora devo rifarmi un’immagine. L’arbitraggio mi ha dato tante soddisfazioni e avrà voluto riprendersi qualcosa, ma ha picchiato duro, troppo duro”.