Caos arbitri, la reazione dell’Inter alla vicenda Rocchi
Il terremoto che ha investito il mondo arbitrale italiano, con gli avvisi di garanzia notificati dalla Procura di Milano al designatore Gianluca Rocchi e al supervisore Var Andrea Gervasoni, continua a generare scalpore e reazioni ora dopo ora. L’ipotesi di reato è quella di frode sportiva in concorso, una delle più gravi in ambito calcistico. L’indagine si concentra infatti su presunte interferenze nella gestione delle gare e sulle designazioni arbitrali del campionato. Il quadro delineato dagli inquirenti appare particolarmente delicato proprio perché coinvolge figure chiave del sistema arbitrale italiano. La vicenda ha inevitabilmente riaperto interrogativi sulla trasparenza delle decisioni e sull’autonomia degli arbitri. Il clima, nel frattempo, resta teso e carico di incertezza in un anno in cui attorno alla classe arbitrale c’è sempre stata fortissima pressione.
Amarezza e stupore
Nel documento notificato a Rocchi emergono anche riferimenti all’Inter, indicata in alcune contestazioni come possibile beneficiaria di “aggiustamenti” nelle designazioni. Secondo l’accusa, ci sarebbero state pressioni su arbitri e Var, anche in occasione di episodi specifici come la gomitata di Bastoni in Inter-Verona del 2025. Si tratta di ipotesi ancora tutte da verificare, ma che contribuiscono ad amplificare la portata dello scandalo. Il club nerazzurro, per il momento, ha scelto di non esporsi pubblicamente. Tuttavia, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, all’interno della società prevalgono fastidio, amarezza e stupore. Una reazione legata soprattutto al fatto che, allo stato attuale, nessun tesserato risulta coinvolto nell’inchiesta. L’Inter, peraltro, perse le due partite “incriminate” contro Bologna e Milan.