Antonelli, tra tennis e motorsport: l’amicizia con Bezzecchi e Sinner
Un patto d’acciaio tra giovani fenomeni: il trionfo iridato di Kimi Antonelli, arrivato al vertice della Formula 1 al primo tentativo utile e capace di spezzare un digiuno tricolore che resisteva dai tempi di Alberto Ascari, va oltre la singola impresa sportiva. Il talento bolognese è infatti il vertice di una vera e propria età dell’oro per lo sport italiano, condivisa a stretto contatto con Marco Bezzecchi e Jannik Sinner. Tre campioni legati da profonda stima e da una sintonia del tutto naturale.
Un’amicizia fraterna nel motorsport
Chi vive di staccate, curve e adrenalina parla la stessa lingua e poco importa le ruote siano due o quattro. Se Bezzecchi sfida le leggi della fisica in MotoGP e Antonelli domina tra le monoposto Mercedes, l’intesa tra i due va ben oltre il semplice stare in pista. A testimoniarlo è un divertito retroscena svelato dal pilota riminese: “Ormai io e Kimi siamo così legati che, qualche giorno fa, sono andato a casa di un mio amico e me lo sono ritrovato lì come se niente fosse“. Un’unione fraterna che va anche oltre l’anagrafica e si rinnova a ogni appuntamento di casa, con Bezzecchi nel box della Mercedes a Monza e Imola, e Antonelli pronto a ricambiare le visite in quello di Aprilia al Mugello e a Misano.
Antonelli si ispira a Sinner: esempi per il futuro
Se con la MotoGP il feeling nasce sulla pista, il legame tra Sinner e Antonelli risiede nella capacità di rappresentare il nuovo volto dell’Italia vincente nel mondo. Due mondi apparentemente opposti, da una parte i silenzi del tennis, dall’altra il suono dei motori si sovrappongono nell’impatto che i rispettivi successi possono avere sulle future generazioni di tennisti e di piloti. Il neo-campione del mondo di Formula 1, in effetti, non ha mai nascosto di considerare l’altoatesino un modello da seguire per la propria crescita e per quello che rappresenta a livello globale: “Sono felice che il pubblico italiano si sia appassionato tanto al tennis grazie a lui e mi piacerebbe avvicinare tante persone al motorsport. Ai ragazzi della mia generazione vorrei dare motivazioni, perché è possibile fare grandi cose anche alla nostra età“.