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ATP Madrid 2026, Musetti si candida per la vittoria finale: “Mi piacciono le condizioni qui”. Il motivo

Lorenzo Musetti è uno dei pochi tennisti che sembra gradire le condizioni di gioco presenti al Masters 1000 di Madrid
Lorenzo Musetti
Lorenzo Musetti (Getty Images)

Ancora una vittoria in due set contro un avversario scorbutico per Lorenzo Musetti che, dopo aver eliminato Hubert Hurkacz all’esordio al Masters 1000 di Madrid, si ripete opposto a Tallon Griekspoor, prevalendo con il punteggio di 6-4 7-5.

Musetti apprezza le condizioni di gioco di Madrid

Semifinalista nell’ultima edizione, il carrarino sembra trovarsi a proprio agio in altura e lo conferma in conferenza stampa: “Non è tanto la terra battuta, quanto piuttosto le condizioni in cui ci troviamo qui; credo che siano i 500-600 metri di altitudine a fare la differenza. Ma per me le condizioni si adattano piuttosto bene al mio gioco, perché mi piace quando la palla prende lo spin che voglio ottenere dal dritto, per esempio, dal servizio kick o dalla variazione, e sento che qui la palla gira davvero molto, e rimbalza piuttosto in alto, quindi l’unica cosa per me è stare un po’ attento al rovescio, sai, con il rovescio a una mano non è facile gestirlo, ma per il resto mi piacciono molto le condizioni qui, e ovviamente è probabilmente una questione di altitudine, perché sappiamo che qui è un po’ diverso da Roma, o da Parigi, o da Monaco”.

Il prossimo avversario sarà Lehecka

Il toscano se la vedrà agli ottavi con Jiri Lehecka, finalista a Miami, nella giornata di martedì 28 aprile: “Un altro avversario tosto? Se hai la mentalità di voler vincere il torneo devi affrontare chiunque, non importa chi c’è dall’altra parte. Ovvio che per ogni giocatore c’è una strategia di gioco che va ovviamente consultata col team, studiata e cercare di mettere in atto. Sfidare questi giocatori, sicuramente sono più rodato in quel pensiero lì di adattarmi in certe situazioni e so che l’avversario mi concederà poco al servizio, mi concederà più come errori gratuiti, rispetto magari a un giocatore sudamericano che cerca di più lo scambio. Però ogni partita è a sé, e il piano tattico va poi riadattato durante il match”.