Tennis

ATP Umago 2026, Cobolli: “Davvero dispiaciuto”. Poi svela l’infortunio avuto con Burruchaga

Flavio Cobolli esce all’esordio all’ATP 250 di Umago per mano dell’argentino Roman Burruchaga
Flavio Cobolli (Getty Images)

Sconfitta a sorpresa per Flavio Cobolli all’ATP 250 di Umago dove si arrende a Roman Burruchaga con il punteggio di 6-2 6-4 nella giornata di mercoledì 15 luglio 2026.

Cobolli descrive il problema fisico accusato a Umago

In conferenza stampa, il n. 9 della classifica spiega i problemi avuti in Croazia come riportato da Ubitennis: “Le prime due notti qui non ho dormito molto bene, forse per l’aria condizionata. Sono ancora un po’ raffreddato, però naturalmente non ho perso per questo motivo. Lui ha meritato e ha giocato meglio di me, quindi gli auguro buona fortuna per il resto del torneo. Adesso mi prenderò qualche giorno di pausa per ricaricarmi in vista della tournée americana. Ne ho davvero molto bisogno, anche perché inizierà molto presto, quindi devo riposarmi un po’. Sono stato un po’ male per l’aria condizionata e ho un po’ di tosse, che mi dà fastidio, ma non è niente di grave. Nei primi giorni mi sono sentito un po’ debole, però ho fatto tutto quello che potevo per arrivare a oggi e rendere al meglio. Nel terzo game ho sentito tirare un po’ una parte del corpo qui sopra l’anca che non so neanche esattamente quale sia, lo psoas credo, e mi ha dato un po’ fastidio. Non ho voluto rischiare al 100%, però ci ho provato. Sicuramente, se avessi vinto l’ultimo game, avrei provato a spingere ancora di più. Alla fine, comunque, ero in campo e dall’altra parte c’è stato un avversario più forte di me”.

Le difficoltà di Cobolli da favorito

L’azzurro sottolinea, poi, come faccia fatica a esprimere il suo miglior tennis negli incontri in cui è il chiaro favorito: “Sicuramente sto compiendo un percorso importante e ottenere questi risultati, soprattutto nei tornei del Grande Slam, mi dà tanta voglia di migliorare e tanta energia per proseguire la stagione, affrontare nuove sfide e raggiungere i miei obiettivi. Ormai sembra quasi che i quarti di finale di uno Slam siano passati di moda, vista la straordinarietà di Jannik, che ci ha abituati davvero molto bene. Credo, però, che raggiungere i quarti di finale di un Grande Slam sia comunque un risultato molto difficile. Non è soltanto la finale di Parigi a darmi tanta energia: anche i quarti di finale di Wimbledon sono stati, secondo me, altrettanto complicati da raggiungere. È evidente che sto avendo qualche problema quando parto da favorito, non lo nego. Ho perso alcune partite nelle quali, magari inconsciamente, finisco per sottovalutare l’avversario. Razionalmente non lo sottovaluto, però il mio inconscio mi dice: “Cavolo, sei il favorito, devi vincere per forza”. Nel tennis di oggi, però, non funziona più così. Un top ten deve giocare al meglio per riuscire a battere anche un giocatore che si trova fuori dai primi cento. Per esempio, abbiamo visto Arnaldi esprimere un ottimo tennis contro un giocatore fuori dai primi duecento. Anche i tennisti che abitualmente disputano i Challenger, quando vengono a giocare nei tornei ATP, hanno il livello necessario per affrontare un giocatore stabilmente presente nel circuito maggiore. Devo migliorare sotto questo aspetto. Mi trovo più in difficoltà quando gioco da favorito che quando parto da sfavorito, e questo è il prossimo obiettivo che mi pongo”.