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ATP Washington 2026, Fritz lancia l’allarme: “Il dolore al ginocchio non è ancora scomparso”

Taylor Fritz non ha ancora superato la tendinite al ginocchio che lo affligge dall’inizio della stagione
Taylor Fritz (Getty Images)

Dopo l’esordio vincente con Zizou Bergs, Taylor Fritz affronterà Kamil Majchrzak nella giornata di mercoledì 29 luglio per un posto ai quarti di finale dell’ATP 500 di Washington.

Fritz parla dei problemi al ginocchio

Il californiano rivela, però, di non essere ancora al 100% per colpa del ginocchio che lo sta facendo patire da inizio 2026: “Spero che sia una situazione temporanea e di riuscire a gestire meglio tutto, che il dolore scompaia del tutto, cosa che non è ancora accaduta. La mia stagione non è male, considerando tutti i problemi che sto avendo con il ginocchio. Ora voglio solo essere in forma per il resto dell’anno dopo aver saltato l’intero tour sulla terra battuta”.

Il giudizio di Fritz sul format allungato dei Masters 1000

Il n. 10 della classifica ATP esprime, poi, un giudizio sui Masters 1000 che si disputano su due settimane: “Nello stesso periodo in cui è cambiato il formato dei Masters, la mia classifica è migliorata e ho iniziato a raggiungere più spesso le fasi finali dei tornei. Quindi non so se dipenda da questo, ma ho la sensazione di giocare molte più partite. Mi sembra che la stagione sia diventata più lunga. Semplicemente, sembra di restare a questi tornei per tantissimo tempo. Prima che venisse introdotto questo formato, mi sembrava un’idea tutto sommato valida. Adesso però che lo stiamo vivendo, sì, dà davvero la sensazione di essere molto lungo. Non credo che a qualcuno importi meno dei Masters rispetto a prima. Penso che abbiano la stessa importanza. Credo che il fatto che alcuni dei migliori giocatori decidano di non partecipare dipenda semplicemente dal tempo che dovrebbero trascorrere qui. Il loro vero obiettivo è arrivare nelle migliori condizioni possibili a New York, cioè agli US Open. Quando i Masters 1000 duravano una sola settimana era molto più semplice, per un top player, disputarli: una settimana, un’altra settimana, e poi basta”.