Bautista Agut scettico su Djokovic dopo gli US Open 2026: “La sua mente comincia a vacillare”. Il motivo
L’avventura di Novak Djokovic agli US Open 2026 è terminata, già, al primo turno opposto a Mariano Navone per 7-6 (7-5) 5-7 4-6 6-2 6-1: un nuovo malore dopo quello accusato nel recente torneo di Cincinnati ha costretto il 39enne serbo a uscire dal 1° turno in uno Slam dopo più di 20 anni dall’ultima volta (Australian Open 2006) e Roberto Bautista Agut crede che possa essere l’inizio della fine per l’ex n. 1 del mondo.
Bautista Agut crede che la mente di Djokovic stia cedendo a causa dei problemi fisici
Ecco l’opinione dell’ex n. 9 della classifica ATP, ritiratosi quest’anno al termine del torneo di Wimbledon, ai microfoni di Radio Nacional de España: “Credo che la mente inizi a vacillare quando fisicamente si percepisce che il proprio corpo non risponde più allo stesso modo. Quando ho iniziato a sentire il mio corpo in modo diverso, sono sorti i dubbi. Questi dubbi influenzano anche il tennis. C’è quella differenza tra vincere tre o quattro punti in più o tre o quattro punti in meno che può incidere sul risultato finale. Ho la sensazione che Novak stia attraversando qualcosa di simile. Ultimamente sembra più vulnerabile fisicamente, e penso che questi dubbi lo stiano influenzando in campo anche a livello tennistico. L’US Open è un torneo molto impegnativo, se non il più impegnativo in assoluto. L’umidità è altissima, potrei mostrarvi una foto di Novak Djokovic di 15 anni fa che è praticamente identica. Quello che succede è che prima si riprendeva, superava quei momenti, vinceva la partita e il giorno dopo stava meglio. Ora fa più fatica a superare quelle situazioni, ma è logico e normale a 38 o 39 anni. Il corpo non recupera più allo stesso modo, non importa quanto ci si prepari” .
La carriera di Djokovic in pillole
1° posto: miglior piazzamento nella classifica ATP
24 titoli Slam
101 titoli ATP
428 settimane al n. 1 (recordman assoluto)