Tennis

Becker esalta Sinner: “Il Sunshine Double come uno Slam”. Poi punzecchia il team di Alcaraz

Il tre volte campione di Wimbledon Boris Becker fa più di una considerazione interessante sulla rivalità tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz
Boris Becker
Boris Becker (Getty Images)

Bella intervista rilasciata da Boris Becker alla Gazzetta dello Sport in cui mette a confronto il momento vissuto da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.

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Per Becker il Sunshine Double di Sinner vale moltissimo

L’ex n. 1 parte dalla serie positiva dell’altoatesino che ha vinto gli ultimi quattro Masters 1000 disputati: “Direi che quello attuale è il miglior Sinner che abbiamo visto fin qui. Vincere il ‘Sunshine Double’ è qualcosa di straordinario, a livello di difficoltà per me vale la vittoria in uno Slam: West Coast, East Coast, cambio di orario, 4 settimane di impegno. E poi andare a Montecarlo e vincere il torneo perdendo un solo set, ha fatto qualcosa di incredibile, un’impresa il cui valore sportivo, fisico e mentale mi pare inestimabile. Jannik è un tipo umile, non è uno che va in giro a dire quanto è bravo e forte, ma se uno si mette lì ad analizzare ciò che ha fatto in queste ultime settimane a livello di performance è qualcosa di incredibile. Penso che a Jannik abbia dato molto fastidio perdere con Djokovic al quinto set a Melbourne, non se l’aspettava. La sconfitta di Doha con Mensik è stata sicuramente più digeribile. È andato a Indian Wells, dove non aveva mai vinto, con un pugno in tasca, aveva una gran voglia di dimostrare che quanto successo a Melbourne era un’eccezione”.

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I dubbi di Becker sul team di Alcaraz

Ben diversa la situazione del 22enne murciano secondo Bum Bum: “C’è una cosa divertente con questi due, quando uno sale l’altro si ferma. O quasi. È interessante. È difficile vederli entrambi al top. Sono sicuro che si guardano, se uno prende un bel ritmo l’altro cala, come se fossero collegati. Un buon coach è quello che si fa vedere quando il suo giocatore è in crisi. Ora Carlos attraversa una piccola crisi, quindi ha bisogno che il suo staff tecnico trovi il modo di tirarlo fuori dalla sua secca. Un anno fa di questi tempi aveva sofferto un’altra piccola crisi: infortunato a Barcellona, niente Madrid, la gente che si faceva domande. Ne uscì, ma lo fece con Ferrero al suo angolo. Sono certo che Samu Lopez sia un ottimo allenatore, e lo stesso vale per il padre e il fratello. Ma ora devono dimostrarlo. Se Carlos recupera dall’infortunio va a Roma e vince e poi va a Parigi e fa bene, ok. Ma ora devono dimostrare che sono il team giusto per lui. Io penso che Carlos sia un artista, e un artista ha bisogno di libertà d’espressione. Se Carlos si sente in gabbia, inscatolato, non può giocare. Devi dargli spazio, farlo respirare, qualsiasi cosa voglia dire, e lui tornerà e giocherà ancora meglio. Nel suo staff lo sanno, vediamo cosa si inventano. Se sta bene fisicamente lo scopriremo tra Roma e Parigi”.