Tennis

Panatta: “Vi spiego l’errore di Alcaraz”. Poi gli elogi a Cobolli e Sinner

Come sempre molto interessanti le riflessioni di Adriano Panatta su quanto accaduto nell’ultima settimana tennistica
Adriano Panatta
Adriano Panatta (Getty Images)

Ospite della Nuova DS, in onda su Rai 2 HD, Adriano Panatta commenta i tornei ATP 500 di Barcellona e Monaco che si sono conclusi domenica 19 aprile 2026.

Panatta rimprovera Alcaraz per l’addio a Ferrero

Il campione del Roland Garros 1976 non risparmia una critica a Carlos Alcaraz, attualmente fermo per l’infortunio al polso destro rimediato in Catalogna, sulla scelta di separarsi da Juan Carlos Ferrero: “Secondo me ha sbagliato a lasciare Juan Carlos Ferrero che è uno tosto, difficile ma è anche un grande conoscitore di tennis. Carlos a 21-22 anni, con tutti i trofei che ha vinto, è diventato più intraprendente e ha sbagliato. Sarei felice per lui e meno per Sinner se tornasse con Ferrero. Il rapporto tra gli allenatori e i giocatori è viscerale: gli allenatori rinunciano alla loro vita per una dedizione incredibile nei confronti dei giocatori che allenano e che seguono veramente ogni giorno rinunciando alla loro famiglia. Un allenatore prima di tutto deve capire di tennis e non deve avere lacune. Non devono essere genitori o confessori ma devono essere in grado di farti fare quel salto di qualità in linea con la tua età. Se resti per tutta la carriera con un coach padre c’è il rischio che il rapporto possa lacerarsi”.

I complimenti di Panatta a Cobolli e Sinner

Panatta si concentra, poi, sul periodo d’oro vissuto dal tennis italiano, facendo i complimenti in particolare a Flavio Cobolli: “Il tennis italiano è formato da tanti piccoli miracoli sia nel maschile che nel femminile e questi sono generati dall’impegno estremo dei loro maestri. Riccardo Piatti ha portato Sinner a livelli altissimi, Matteo Berrettini è stato cresciuto da Vincenzo Santopadre, Lorenzo Musetti ha Simone Tartarini che lo segue da quando aveva 12 anni. Guardate Rafael Nadal che è stato cresciuto dallo zio: il segreto sono chi allena questi ragazzi qui. Cobolli è un bravissimo ragazzo con un grande cuore. Tra l’altro io conosco benissimo il papà. La sua emozione dopo la vittoria su Alexander Zverev in semifinale per questo piccolo amico che ha avuto una disgrazia terribile è stata anche la nostra. Flavio era molto legato a questo ragazzino che faceva parte del suo stesso circolo di tennis. Cobolli ci ha fatto davvero vedere di che pasta è fatto anche oltre il campo. La finale persa? Si può uscire sconfitti da una sfida contro Ben Shelton che è un ottimo giocatore. Tra l’altro la terra rossa in Germania è più veloce rispetto a quella mediterranea che c’è in Spagna o Italia. Flavio fa parte dell’ultimo gruppo di giocatori che stanno emergendo e stanno imitando Jannik Sinner. L’Italia in questo momento è la prima nazione al mondo come disciplina sportiva e lo è grazie a Jannik che sta portando avanti un vero e proprio movimento. Cobolli c’ha la gamba da calciatore, ha giocato nelle giovanili della Roma e questo aspetto lo aiuta molto in campo“.