La riflessione di Cilic: “Vi spiego la differenza n. 1 tra i rivali di Sinner/Alcaraz e quelli dei Big Three”
Classe 1988, Marin Cilic è ancora un tennista professionista che gira il circuito con buoni risultati come dimostrato dalla posizione n. 51 del ranking ATP e dall’affermazione in rimonta con Zizou Bergs per 4-6 6-3 6-4 al Masters 1000 di Madrid dove affronterà Joao Fonseca al 2° turno in programma venerdì 24 aprile 2026.
Per Cilic la continuità degli avversari dei Big Three era superiore a quella attuale
Il vincitore degli US Open 2014 mette a confronto in una intervista ad AS la generazione che ha conteso i titoli dello Slam a Novak Djokovic, Rafa Nadal e Roger Federer con quella attuale che fatica a impensierire Jannik Sinner e Carlos Alcaraz: “Aver vinto uno Slam nell’era dei Big Three è un traguardo che dura tutta la vita. Ogni volta che guardo indietro, mi sembra un risultato enorme. Fa parte dell’aver ottenuto qualcosa di incredibile in quel momento. Non solo i tre migliori, ma anche i primi dieci giocatori erano tra i più costanti nella storia del tennis. Con così tanti giocatori d’élite che sono rimasti a quel livello per moltissimi anni e con meno opportunità, è un motivo di grande orgoglio per me e per il mio team. Per i miei genitori, per tutti quelli che mi hanno accompagnato durante quegli anni. È anche un sogno d’infanzia. Senza dubbio lo ricorderò per il resto della mia vita”.
La longevità di Cilic
Il connazionale di Goran Ivanisevic spiega, poi, come faccia ancora a competere nonostante le 37 primavere alle spalle: “Credo che sia una combinazione di più fattori. Prima di tutto, bisogna sentire la passione per lo sport e alzarsi ogni giorno per dare il massimo. Inoltre, non bisogna perdere la motivazione, che viene messa in discussione quando si hanno infortuni e si affrontano ostacoli difficili da superare. Bisogna essere forti mentalmente e avere chiaro ciò che si vuole raggiungere. Anche capire se il livello è sufficiente per tornare e arrivare al livello desiderato. Per me, queste cose erano molto chiare. È stato molto facile prendere quella decisione. Anche tornare nei Challenger, giocare, superare queste fasi del circuito e lottare in tutto questo processo. Arrivare alla posizione in cui mi trovo ora, dove mi sento molto bene e continuo a impegnarmi per migliorare il mio livello. Mi sto godendo molto il mio ritorno nel circuito”.