Tennis

Binaghi punzecchia Alcaraz: “Sinner non comprerebbe mai uno yacht da sei milioni di euro”

Il presidente della FITP Angelo Binaghi parla delle differenze tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz in una intervista al Corriere della Sera
Angelo Binaghi
Angelo Binaghi (Getty Images)

Grande artefice del periodo d’oro del tennis italiano, il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, rilascia una interessante intervista al Corriere della Sera in cui parla di Jannik Sinner e del suo esempio anche al di fuori del rettangolo di gioco.

Binaghi paragona Sinner ad Alcaraz

In particolare, il cagliaritano fa un confronto con Carlos Alcaraz: “Tutto comincia con l’esempio. Sinner che sceglie di restare in campo, di provarci fino all’ultimo, senza lamentarsi della sua condizione. Ma quando mai in passato avevamo visto una cosa del genere? Ammiravamo i campioni stranieri che lo facevano, piuttosto. Come ex giocatore, io appartengo a una generazione di tennisti che mandava il messaggio che bisognava essere spregiudicati e guasconi, un po’ indolenti, tanto si aveva successo comunque. Adesso abbiamo un fuoriclasse, piovuto dal cielo, che trascina il movimento con l’esempio del lavoro duro. Posso dirlo? Al contrario di Alcaraz, Jannik non si comprerà mai uno yacht da sei milioni di euro. Ne sono sicuro, e credo che non verrò smentito”.

I meriti della FITP secondo Binaghi

Binaghi è consapevole che la Federazione Tennis e Padel di cui è presidente stia svolgendo un bel lavoro sotto la sua guida: “È chiaro che, come Federazione, abbiamo lavorato tanto, affiancando i nostri giocatori, cercando di aiutarli in ogni modo, senza obbligarli a trasferirsi lontano da casa. Ma è chiaro che tutto parte da loro. Berrettini, e ancora prima Fabio Fognini, sono stati l’evoluzione della specie, cambiando il canone del giocatore italiano pigro per seguire una cultura del lavoro, dell’etica e del sacrificio. Perché senza questi valori, nel tennis super competitivo di oggi, non vai da nessuna parte”.