Cobolli a cuore aperto: “Guardo il video della Coppa Davis prima di ogni partita”. Poi fissa l’obiettivo per il resto del 2026
In attesa di sfidare Vit Kopriva ai quarti dell’ATP 500 di Monaco di Baviera nella giornata di venerdì 17 aprile 2026, Flavio Cobolli rilascia una interessante intervista a Eurosport Germania in cui tocca vari temi.
Il ricordo indelebile della Coppa Davis per Cobolli
L’azzurro è fortemente legato all’impresa compiuta nelle ultime Finals di Coppa Davis a Bologna: “Ogni volta che gioco una partita, la sera prima riguardo il video che ho girato durante la finale di Coppa Davis. È stato qualcosa di davvero speciale, anche perché c’era Matteo Berrettini. Quello che è successo a Bologna non si può descrivere con una sola parola. Quando rivedo quelle immagini mi vengono ancora i brividi. Abbiamo fatto la storia per il nostro Paese, anche se mancavano Sinner e Musetti. Ho letto un’intervista proprio ieri in cui Musetti diceva che questo ci toglie un po’ di pressione perché, con Jannik, abbiamo qualcuno che vince un torneo quasi ogni settimana. È vero. Ma c’è anche un altro aspetto. Oggigiorno se raggiungi i quarti di finale di un torneo del Grande Slam, in patria è spesso considerato la normalità. Ma ovviamente tutti hanno visto che l’Italia ha vinto la Coppa Davis tre volte di fila e che io ho vinto il titolo ad Acapulco. Ma sia chiaro: siamo molto contenti di questa situazione e di questi successi. È fantastico che le cose stiano così“.
Gli obiettivi futuri di Cobolli
Il nostro connazionale lancia, poi, uno sguardo al futuro: “L’obiettivo per il resto della stagione? Migliorare, proprio come Jannik (NdR ride). Cerco di diventare un tennista migliore giorno dopo giorno, seguendo il mio metodo. Mi piace semplicemente essere nel circuito, giocare tornei, allenarmi. Per me è importante non perdere di vista il divertimento, perché la stagione è lunga e le competizioni sono dure. Sono cresciuto giocando sulla terra battuta, ma ci allenavamo sempre anche sul cemento, per diventare tennisti più completi. Ha dato i suoi frutti. Mi sento comunque più a mio agio sulla terra battuta, anche se mi piacciono anche i campi in cemento, se non altro perché il 70% della stagione si gioca su quella superficie. Altri interessi? Come sapete, sono un grande appassionato di calcio e guardo tantissime partite in TV. Ho anche molti amici che sono calciatori professionisti. Uno dei miei migliori amici è il nazionale Alessandro Bastoni. È un vero peccato che l’Italia non partecipi ai Mondiali. Mio fratello minore, ad esempio, non ha mai visto un Mondiale in cui l’Italia sia stata presente. È come nel tennis: ci vuole tempo per riscrivere la storia”.