Internazionali BNL d'Italia

ATP Roma 2026, Panatta carica Sinner: “Vince anche quando è stanco”. Poi l’aneddoto su Bertolucci

Adriano Panatta è stato l’ultimo italiano a trionfare nel singolare maschile degli Internazionali d’Italia
Adriano Panatta
Adriano Panatta (Getty Images)

Prima della ripartenza della semifinale tra Jannik Sinner e Daniil Medvedev, prevista sabato 16 maggio alle ore 15:00, Adriano Panatta rilascia una interessante intervista alla Gazzetta dello Sport in cui ricorda il suo anno d’oro, il 1976, oltre a raccontare un aneddoto sul grande amico Paolo Berlolucci.

Panatta racconta il suo indimenticabile 1976

In quell’anno, il romano trionfò a Roma, al Roland Garros e in Coppa Davis: “Mah, forse perché quando le cose belle invecchiano, acquisiscono ancora più fascino. Io credo sia stata la concatenazione degli eventi e il modo in cui sono maturati a sedimentare un ricordo comune che non svanirà mai: la vittoria a Roma, due settimane dopo quella a Parigi e sempre annullando match point nella prima partita, poi a fine anno la prima Coppa Davis della nostra storia in quel contesto che conosciamo tutti. Avevamo portato il tennis fuori dai circoli e lo avevamo trasformato in un fenomeno di massa: e questo resta a prescindere. D’improvviso diventammo popolari, ma era qualcosa che io e gli altri compagni non avevamo cercato. Piuttosto, lo ripeto, abbiamo portato il tennis fuori dal circolo ristretto dei club, lo abbiamo reso uno sport per tutti, siamo stati un traino. È l’aspetto che mi rende più orgoglioso di quelle vittorie. Paolo Bertolucci si portò via le mie scarpe per sbaglio prima della finale di Parigi. Paolo è sempre stato una testa di cavolo, come faccio a non volergli bene? Gli ho sempre perdonato tutto. Feci arrivare le mie scarpe dall’Italia mezz’ora prima della partita e andò tutto bene“. 

Panatta sottolinea la forza di Sinner

Impossibile non tornare al presente con Jannik Sinner, in vantaggio per 4 a 2 al 3° set con Daniil Medvedev in semifinale prima dell’interruzione per pioggia, vicino a trionfare per la prima volta al Foro Italico: “Diciamo che molto difficilmente perde. La sua forza non è solo tecnica: rispetto a tutti gli altri, riesce a mantenere una continuità di rendimento elevatissima molto più a lungo. Certo, anche lui a volte gioca al 60-70%, ma quanto gli dura? Qualche game, magari un set, ma alla fine torna a martellare e vince, anche quando è stanco“.