Tennis

Mouratoglou su Alcaraz: “Non regge il calendario ATP dal punto di vista mentale”. Il motivo

Il popolare allenatore Mouratoglou crede che Alcaraz sia in difficoltà dal punto di vista mentale e non fisico per il calendario troppo fitto
Patrick Mouratoglou
Patrick Mouratoglou (Getty Images)

Interessante teoria da parte del famoso allenatore Patrick Mouratoglou sulle esternazioni di Carlos Alcaraz riguardo al volersi prendere periodi di pausa per evitare nuovi infortuni in futuro a causa del calendario ATP troppo fitto.

Alcaraz prima dell’esordio con Michelsen a Tokyo 2026: l’aggiornamento sulle condizioni del polso

Mouratoglou crede che Alcaraz non sopporti mentalmente il calendario ATP

Il coach francese è convinto che il problema di Carlitos sia mentale e non fisico: “A Carlos Alcaraz viene rimproverato di lamentarsi per un calendario troppo carico, nonostante la sua partecipazione a numerose esibizioni. Quando dice: “Adoro i tornei a squadre, passare del tempo con altri giocatori, divertirmi. Questo tipo di settimana mi aiuta molto a ritrovare gioia sul campo”, non si riferisce all’aspetto fisico, ma a quello mentale. Carlos è un giocatore che si esaurisce quando gioca troppo a tennis. A un certo punto smette di divertirsi e di provare gioia, perde creatività sul campo e il suo livello crolla drasticamente. Quindi, per lui, partecipare ad altri tipi di competizioni può avere molto senso. Penso che la situazione sia difficile per i giocatori che partecipano sempre allo stesso tipo di tornei. Immaginate un anno, poi un secondo, poi un terzo: a un certo punto, la noia e la fatica mentale prendono il sopravvento, fattori che influenzano i risultati e possono potenzialmente causare infortuni”.

Cosa aveva detto Alcaraz sul calendario ATP

Durante gli US Open 2026, il sette volte campione Slam aveva, invece, tirato in ballo gli infortuni come motivazioni per prendersi periodi di pausa dal circuito ATP: “Visto il calendario fitto, in futuro farò pause, pause più lunghe. Forse non quattro mesi, ma uno o due, saltando alcuni tornei, perché è impossibile disputarli tutti. Penso che aggiungano sempre più tornei importanti. Ci costringono in qualche modo a giocare. Si può dire di no, che se ne possono tenere uno o due, che si può decidere il proprio calendario, ma ci sono i Masters 1000, i tornei del Grande Slam, e se dobbiamo giocare tutti i tornei obbligatori imposti dall’ATP, saremo in competizione per circa 40 settimane. È impossibile, e si vedono molti giocatori infortunarsi, molti giocatori stancarsi. Se non si fa nulla, vedremo ancora più casi in futuro. Personalmente, questa pausa per infortunio non è stata una buona cosa, ma tengo a precisare che in futuro farò pause e salterò tornei, è certo”.