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Roland Garros 2026, Djokovic festeggia il 1° successo da 39enne con un ballo per la famiglia: “Alla mia età è tutto più difficile” – VIDEO

Vittoria n. 102 per Novak Djokovic al Roland Garros dopo la rimonta vincente con Giovanni Mpetshi Perricard
Novak Djokovic
Novak Djokovic (Getty Images)

Novak Djokovic perde un set per la prima volta dal 2010 all’esordio al Roland Garros, prevalendo comunque con l’atleta di casa Giovanni Mpetshi Perricard alla partecipazione n. 22 a Parigi, record condiviso con Richard Gasquet, che rappresenta la n. 82 in un torneo dello Slam, record assoluto.

Djokovic festeggia con un balletto

A fine match, la leggenda serba festeggia con qualche passo di danza, prima in campo e poi uscendo dall’arena: una scena in omaggio alla figlia Tara, presente sugli spalti, appassionata di danza; suo figlio Stefan scambia, invece, con il papà un divertente ‘cinque’ all’uscita dal campo con il padre.

Le parole di Djokovic in conferenza stampa

Dopo aver compiuto 39 anni il 22 maggio, l’ex n. 1 del mondo è consapevole di quanto sia difficile rimanere ai massimi livelli: “La verità è che non sto molto attento al numero di partecipazioni che ho collezionato, ma è un dato davvero bello. Una volta sceso in campo, la realtà è che è stata una partita molto difficile, soprattutto dal punto di vista mentale. Ho dovuto mantenere i nervi sotto controllo nei momenti importanti, cosa che non sono riuscito a fare nel primo set. Poi le cose sono andate molto meglio: da quel momento sono riuscito ad anticipare bene i movimenti del mio avversario. Nella prima fase non ho avuto alcuna possibilità: il servizio di Giovanni è uno dei più impressionanti, per precisione e velocità, che abbia mai affrontato nella mia carriera. A volte puoi solo aspettare e sperare di avere un po’ di fortuna; per essere onesti, nessuno vuole trovarselo contro nel tabellone. Se riuscirà a migliorare alcuni aspetti, potrà avere un futuro davvero brillante. Vincere partite a 39 anni? Con il passare degli anni tutto diventa più difficile. Per me probabilmente non è la strategia migliore venire qui a giocare il Roland Garros, dove mi aspettano questo tipo di battaglie in ogni turno. In realtà non faceva parte del piano, ma è una situazione che ho dovuto accettare a causa delle circostanze: è così e basta. Ho dovuto prepararmi con grande attenzione per arrivare qui a Parigi, un posto dove ho sempre cercato di fare bene. Adesso bisognerà vedere come reagirà il mio corpo, ma devo anche ritrovare il gioco che voglio esprimere, anche se so che tutto questo fa parte del processo”.