Roland Garros 2026, la protesta dei tennisti contro gli Slam: attività extra campo ridotte al minimo. I dettagli
In programma dal 24 maggio al 7 giugno, l’edizione 2026 del Roland Garros rischia di passare alla storia per la protesta dei tennisti contro la distribuzione dei premi economici, considerata troppo bassa rispetto agli enormi ricavi generati dagli Slam.
Media day di soli 15 minuti al Roland Garros
Secondo quanto riportato dal Guardian, alcuni dei principali giocatori del circuito avrebbero deciso di limitare al minimo gli impegni con i media durante il torneo di Parigi: i tennisti presenti alla conferenza stampa inaugurale dovrebbero interrompere l’incontro dopo soli circa 15 minuti; un gesto simbolico per contestare il fatto che agli atleti venga destinato soltanto il 15% circa degli incassi degli Slam, mentre dalle richieste fatte pervenire i giocatori vorrebbero almeno il 22% del fatturato.
Sinner, Sabalenka, Djokovic e Gauff tra i fautori della protesta
Tra i protagonisti della protesta ci sarebbero numerosi big, compresi i n. 1 della classifica ATP,Jannik Sinner e Aryna Sabalenka, oltre a Novak Djokovic e Coco Gauff.
Il montepremi del Roland Garros 2026 salirà comunque a 61,7 milioni di euro, ma molti atleti ritengono che l’aumento non sia proporzionato alla crescita economica del torneo con la protesta che potrebbe estendersi anche a Wimbledon in partenza lunedì 29 giugno 2026.