Roland Garros

Sinner torna sul ko con Alcaraz nella finale del Roland Garros 2025: “Dura voltare pagina”. Poi il ricordo d’infanzia

Per Jannik Sinner la sconfitta con Carlos Alcaraz al Roland Garros è stata difficile da digerire
Jannik Sinner e Carlos Alcaraz (Getty Images)

A pochi giorni dall’inizio dell’edizione 2026 del Roland Garros, in programma dal 24 maggio al 7 giugno, l’Equipe pubblica una intervista a cuore aperto rilasciata da Jannik Sinner in cui il n. 1 della classifica ATP parla anche del dolore provato a causa della finale persa un anno fa con Carlos Alcaraz dopo aver sprecato tre match-point consecutivi nel nono game del 4° set.

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Ecco le parole del 24enne di San Candido: “È stato uno dei momenti più difficili della mia carriera. Mentirei se dicessi che è stato facile voltare pagina. Cerco sempre di superarlo rapidamente, anche quando vinco. Ed è così che sono riuscito a trionfare a Wimbledon subito dopo. Ma ho imparato lezioni preziose da quella sconfitta a Parigi”.

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Il fenomeno altoatesino spiega, poi, quanto sia stata importante l’educazione ricevuta dai suoi genitori: “Da bambino vedevo i miei genitori solo la sera e la mattina molto presto, perché stavano tutto il giorno al ristorante. Tornando da scuola, andavo a cenare dai nonni e poi dovevo cambiarmi in fretta per allenarmi. Ho dovuto imparare molte cose da solo, e credo fermamente che questo mi abbia fatto maturare. Ciò che mi ha colpito dell’educazione dei miei genitori era che, indipendentemente da ciò che accadeva al ristorante, per quanto difficile potesse essere, tornavano sempre a casa con il sorriso sulle labbra. Era impossibile capire se avessero avuto una giornata positiva o negativa, ed è proprio questa la mentalità che cerco di adottare oggi. Nel tennis ci sono giorni buoni e giorni cattivi, è così che vanno le cose. Ma quando esco dal campo, torno ad essere una persona normale e cerco di essere felice di ciò che ho. Vivere il momento, senza guardare troppo al passato né al futuro, dando il meglio di me: questo è ciò che ho imparato dai miei genitori”.