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Roland Garros 2026, Mensik coi crampi in conferenza stampa come Nadal nel 2011: “Ma posso vincere il torneo” – VIDEO

Corsi e ricorsi storici per Jakub Mensik dopo la vittoria con Joao Fonseca ai quarti del Roland Garros 2026
Jakub Mensik
Jakub Mensik (Getty Images)

Prima volta in semifinale in un torneo dello Slam per Jakub Mensik al Roland Garros 2026 dove affronterà Alexander Zverev venerdì 5 giugno: si tratta del primo nato nel 2005 a tagliare questo traguardo, quinto giocatore ceco in assoluto a riuscirci nella storia del torneo.

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Mensik con i crampi in conferenza stampa dopo la vittoria con Fonseca

Curiosamente, il 20enne di Prostejov soffre di crampi in conferenza stampa dopo la vittoria in tre set con Joao Fonseca come accaduto a Rafa Nadal nel 2011 quando vinse, poi, il torneo: “Sono molto felice per questa vittoria. Joao ha giocato un tennis incredibile per tutto il torneo e sapevo perfettamente che sarebbe stata una partita molto difficile. Credo di aver gestito molto bene i momenti importanti. Avevo già disputato diversi incontri molto duri durante questa settimana e sapevo che avrei dovuto restare concentrato dall’inizio alla fine. Sono molto soddisfatto di come ho gestito la situazione”.

Mensik si candida per la vittoria finale

Il ceco si candida, inoltre, per la vittoria dell’edizione 2026 dello Slam parigino, senza dimenticare di ringraziare Novak Djokovic per i consigli che l’hanno aiutato a tagliare questo traguardo: “Non dico di essere il favorito, ma credo di avere delle possibilità. Non penso che il mio torneo debba necessariamente finire in semifinale. Ho fiducia nelle mie capacità e tanta voglia di affrontare la prossima partita. Naturalmente vincere uno Slam è sempre stato il mio sogno. Anche se adesso sembra più vicino, la realtà è che è ancora molto lontano. Sono felice di essere arrivato in semifinale, ma c’è ancora molto lavoro da fare. Il rapporto che ho con Novak è davvero speciale e gliene sarò sempre grato. Quando ancora non avevo iniziato la mia carriera nel circuito ATP e giocavo tra gli junior, lui mi invitò ad allenarmi con lui perché aveva visto qualcosa in me, del potenziale: fu un’esperienza incredibile”.