Roland Garros 2026, Sinner: “Non sono completo. Felice quando non tocco la racchetta”
Inizia sul velluto l’edizione 2026 del Roland Garros di Jannik Sinner. Il numero uno del mondo batte il francese Clement Tabur in tre set con il punteggio di 6-1, 6-3, 6-4 in poco più di due ore di gioco. In conferenza stampa Sinner ha analizzato la sua prestazione, entrando anche su alcuni aspetti tecnici del suo gioco: “Sono felice di giocare di sera, di giorno, in qualsiasi orario mi mettano. Ci siamo preparati nel modo giusto, ma l’umidità non è così pesante come in Australia o negli Stati Uniti. Vedremo giorno per giorno. Rovescio in salto? Dipende che tipo di colpo voglio fare. Se sto fermo con i piedi devi avere il timing quasi migliore, appena sbagli il tempismo la palla non ti esce tesa ma un po’ mossa. Il salto dà sicurezza, ma nell’altro senso ti toglie più energia. Mi sento più comodo”.
Roland Garros 2026, Sinner: “La pressione fa parte del gioco”
Jannik Sinner ha poi parlato delle aspettative e dei margini di crescita che può ancora avere: “La pressione fa parte del gioco. Tutti hanno pressione, anche voi ce l’avete nel fare un buon articolo. Cerco di prenderla con naturalezza, so che giocatore sono. E se non senti pressione non ti interessa. Io ci tengo a fare il massimo sul campo, a vincere, ma se perdo non è che caschi il mondo. Tecnicamente a 24 anni non sei completo. Saranno anni importanti fino ai 27-28, lì dai una forma al corpo, e quindi anche al tuo gioco. Poi dopo si tratta di mantenere un certo ritmo. E non vuol dire che non migliori, Rafa, Novak, Roger sono sempre migliorati. Il servizio devi cambiarlo sempre di più, anche da fondo campo devi essere messo molto bene, a volte accorci il punto, altre allunghi, c’è qualcosa in cui migliorare”.
Roland Garros 2026, Sinner: “Amo stare in campo, ma sono felice anche senza racchetta”
Sinner si è poi soffermato sull’importanza del riposo e la gestione delle forze: “Il riposo fa parte dell’allenamento, la scia è importante per arrivare bene più tornei possibile. Io amo stare in campo, ho capito l’importanza di fare palestra, dove prima facevo più fatica ad allenarmi, anche mentalmente. Ora so cosa devo fare, fa parte del gioco, sto capendo anche io. Sono felice quando non tocco la racchetta, però ripeto, questo fa parte dei 24 anni. Devi avere una minima guida, sono consapevole di quanto sia cresciuto, è importante avere questo team, senza di loro non sarei qua. Do il 100% di quello che ho ogni giorno, metto il massimo che posso dare. Non voglio avere rimpianti quando vado a letto, sto provando quello che va bene quando gioco il serale. I primi turni non sono mai semplici, sono contento”.