NBA

LeBron James parla con Djokovic al Fanatics Fest e allontana il ritiro: “Perché non posso continuare se amo ancora quello che faccio?”

In attesa di decidere il proprio futuro nella NBA LeBron James non vuole assolutamente ritirarsi
Novak Djokovic e LeBron James (Getty Images)

41 primavere alle spalle per LeBron James e non sentirle come dimostrato dalle sue parole sul palco del Fanatics Fest a New York dove, in compagnia di un’altra leggenda come Novak Djokovic, chiarisce che la prossima non sarà probabilmente la sua ultima stagione NBA.

LeBron James si paragona a Bruce Springsteen e ai Rolling Stones

Ecco le parole del nativo dell’Ohio che, dopo aver detto addio ai Los Angeles Lakers, sceglierà a breve la sua nuova destinazione: “Nello sport ci sono sempre conversazioni del tipo: ‘Quando si ritirerà? Deve farlo. Ha questa età, ha quell’età’. Ma perché? Perché? Perché stiamo cercando di forzare le persone verso il ritiro quando stanno ancora performando ad alto livello? Perché stiamo cercando di forzare una narrazione del momento giusto per ritirarsi? Se guardiamo gente come Bruce Springsteen e alcuni dei più grandi musicisti… i Rolling Stones sono in tour da 50, 60 anni! E nessuno dice loro: ‘Ehi, non venire nella nostra città col tuo tour’. Se ci stiamo ancora dedicando al mestiere, se stiamo ancora dando tanto allo sport, se non stiamo mancando di rispetto al gioco e stiamo dando tutto ciò che abbiamo allo sport e stiamo ancora facendo guadagnare tutti, perché no? Perché non posso giocare se amo ancora quello che faccio? Sto solo cercando di spremere il più possibile da quello che mi rimane”.

LeBron James illude Philadelphia con il suo “Trust The Process”

Pur non rivelando il nome della sua nuova squadra, LeBron fa, poi, sussultare i tifosi dei Philadelphia 76ers: “Voglio unirmi a una franchigia che condivide il mio stesso modo di pensare, cioè di allenare le abitudini che ti portano a vincere il titolo ogni singolo giorno, fidandosi del processo più di ogni altra cosa“. Non appena James ha detto “trusting the process“, i tifosi dei Philadelphia 76ers presenti tra i circa 5.000 spettatori sono esplosi in un applauso: “Trust The Process” è infatti lo storico motto dei tifosi dei Sixers da più di dieci anni, cioè da quando l’aggressiva strategia di tanking implementata dall’ex GM Sam Hinkie li portò ad avere una serie di altissime scelte al Draft, tra cui anche Joel Embiid nel 2014. Lo stesso Embiid ha poi preso come soprannome “The Process” per rappresentare quel momento così importante per i tifosi dei Sixers, che evidentemente hanno preso le parole di James come un segnale della sua preferenza per Philadelphia, una delle squadre in corsa per lui insieme a Cleveland, Miami e Golden State. James, però, ha spento subito gli entusiasmi dopo la reazione del pubblico che lo ha preso un po’ di sorpresa: “Dico ‘trust the process’ da quando sono stato scelto al Draft nel 2003. Non so nemmeno se Embiid fosse ancora nato“.