Sinner, la prima intervista dopo l’infortunio: “Il corpo è l’unico avversario che non puoi battere”
Dopo aver annunciato il ritorno in campo al Six Kings Slam, in programma dal 27 al 30 dicembre 2026 a Riad, Jannik Sinner concede una toccante intervista a Repubblica in cui parla anche dell’infortunio al ginocchio destro dal quale sta recuperando.
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Sinner e l’infortunio
Ecco le parole dell’attuale n. 1 della classifica ATP: “Il corpo è l’unico avversario che non puoi battere, quando ti dice stop devi accettarlo e seguire i consigli degli specialisti. Fermo non ci sono mai stato, né ho voltato le spalle al tennis perché lui mi ha fatto del male. Anzi ho sempre lavorato molto sia in palestra che in campo e con i fisioterapisti. Pazienza è la parola giusta per questo periodo. Fanno parte dello sport, bisogna essere intelligenti e capire quanto e quando giocare. Serve avere una visione a lungo termine, non c’è solo l’oggi, si semina ora, ma il raccolto ha altri tempi. E la differenza la fa sempre il lavoro, la preparazione che fai, non la fortuna. Quella aiuta a vincere un punto, non la partita”.
Sinner svela il momento più duro della sua vita
Poi arriva l’amarcord sul periodo più complicato della sua vita quando si separò dalla famiglia a soli 13 anni e mezzo per andare ad allenarsi a Bordighera con Riccardo Piatti: “Vorrei cancellare ciò che ho provato il giorno in cui sono andato via di casa. Lo strazio di quando a 13 anni e mezzo, a Milano, ho salutato mio padre perché le nostre strade si separavano e un filo si spezzava. Ci stavamo lasciando, piangevo io per lo strappo, ma anche lui. Di quel giorno lì farei a meno, fu un’emozione troppo forte. Anche se ho sofferto, mi ha fatto capire che fare una scelta significa ottenere cose nuove e perderne altre. Ci può essere dolore, ma anche la consapevolezza che quella decisione costata molto non va sprecata. Devi fare di tutto per servirla al meglio, senza rimpianti. Con impegno, costanza, lavoro”.
Il rapporto tra Sinner e Antonelli
Inevitabile un pensiero dedicato a Kimi Antonelli, suo grande amico e futuro campione del mondo in Formula 1: “Facciamo sport diversi, lui ha 20 anni, io 25, ma ci confrontiamo molto. Mi chiedono: scambieresti uno Slam con un successo in una gara di F1? Dai, inutile rispondere, è una cosa che non capiterà mai“.