Calcio

Pallone d’Oro 2026, trionfa Kane: il campione che sfugge agli stereotipi, un po’ “noioso” e mai appariscente 

Kane si aggiudica per la prima volta il Pallone d'Oro. Un campione lontano dagli stereotipi che ha conquistato il successo con talento e dedizione
Kane, Pallone d'Oro (Getty Images)
Kane, Pallone d'Oro (Getty Images)

Il Pallone d’Oro resta in Inghilterra. Per la prima volta, nel 2026, la cerimonia si è svolta a Londra e non a Parigi e il prestigioso trofeo non ha dovuto fare chissà che viaggi per finire nella bacheca di Harry Kane. L’attaccante dell’Inghilterra e del Bayern Monaco ha trionfato per la prima volta a 33 anni dopo aver vissuto una stagione da assoluto protagonista. I numeri realizzativi della scorsa annata sono mostruosi: 36 gol in 31 partite di Bundesliga, 61 complessivi considerando tutte le competizioni che diventano 72 se si sommano anche quelli realizzati con la Nazionale. Nessuno ha fatto meglio di lui. Nella stagione in corso ha iniziato con lo stesso passo di quella precedente: 10 reti in 12 gare, raggiungendo complessivamente 156 timbri con i bavaresi in 159 presenze. L’uragano Harry è a quota 543 in carriera. E allora, non poteva che essere lui a ritirare il celebre riconoscimento, scavalcando i giovani Mbappé e Yamal.  

Kane, dal “no” dell’Arsenal al riscatto con Tottenham e Bayern Monaco

Kane è cresciuto col mito di Beckham, entrato a sei anni nella scuola calcio di Ridgeway Rovers e a otto trasferito all’accademia dell’Arsenal, dove però fu escluso perché troppo paffutello. Con pazienza e sacrificio è arrivato il momento del riscatto, alla faccia di chi non ha creduto abbastanza in lui. Nel 2009 è stato arruolato dal Tottenham e dopo una serie di prestiti (Leyton Orient, Millwall, Norwich e Leicester) nel 2013 si guadagna un posto in prima squadra, l’anno dopo arriva il suo primo gol in Premier League. “Desidero chiudere la carriera senza rimpianti. Non vorrei mai guardarmi indietro e pensare che avrei dovuto rispettare le regole per fare meglio” e ci è riuscito alla grande. Ha seguito una dieta curata da uno chef privato e non ha mai “sgarrato” in allenamento: sempre il primo ad arrivare e l’ultimo a salutare.

Kane, la famiglia alle spalle del successo

La famiglia ha un ruolo importante nella carriera di Kane, è sempre lì dietro di lui. Il fratello Charlie è l’agente mentre il padre, Patrick, si occupa di gestire la parte finanziaria. Mai una scelta sconsiderata, sempre un profilo basso e un forte senso della misura che gli sono stati trasmessi dai genitori con l’educazione ricevuta. Il sostegno dei familiari è da sempre una grande risorsa per l’attaccante: “Devo ringraziare mio fratello Charlie per avermi sfidato uno contro uno per migliaia di ore e di avermi permesso di essere qualche volta Teddy Sheringham, uno dei miei idoli. Mio padre mi aiutò dopo la bocciatura dell’Arsenal. Era piccolo, avevo solo otto anni e mi disse le parole giuste ‘Non preoccuparti, Harry. Lavoreremo di più e troveremo un’altra squadra, va bene? E così è stato”, lo ha raccontato in un’intervista. Al Tottenham si è formato ed è esploso, ma non è mai riuscito a vincere un titolo. Al Bayern Monaco si sta riprendendo tutto e con gli interessi. In Germania ha vinto due campionati, due supercoppe e una coppa nazionale. Sogna la Champions e l’Europeo con l’Inghilterra nel 2028. 

Kane, bomber e gentiluomo. Un po’ “noioso” e mai fuori dagli schemi

Bomber, ma anche gentiluomo. L’Inghilterra è la patria dei tabloid e degli scandali, tutto ciò che Kane non ha mai vissuto. È un campione che sfugge agli stereotipi del “football moderno”. Non ha mai regalato titoli ad effetto, i panni sporchi li ha sempre lavati in casa. Per questo, gli è stata mossa una critica: quella di essere un po’ noioso e poco appariscente. È un professionista modello, avrà sicuramente i suoi vizi ma non quelli che appartengono alla maggior parte dei suoi colleghi. Mai una sbronza, un tatuaggio o una scappatella. Non ha particolari hobby, almeno non dichiarati, se non il golf. Niente che possa richiamare allo scandalo e attirare l’attenzione del gossip. Segue con attenzione anche le questioni sociali, da sempre in prima linea nella battaglia contro discriminazioni ed è un portavoce nel calcio della comunità LGBTQ+. In passato, ha sostenuto anche il Black Live Matter. 

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