US Open

US Open 2026, Cobolli sposa la linea Alcaraz sul calendario: “Giocherò meno in futuro”. I dettagli

Flavio Cobolli a corto di energie nel match di 3° turno perso con Alexander Blockx agli US Open 2026
Flavio Cobolli (Getty Images)

Per il terzo anno consecutivo, Flavio Cobolli non riesce a superare il 3° turno agli US Open 2026, arrendendosi ad Alexander Blockx in quattro set.

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Cobolli si complimenta con Blockx e ammette la stanchezza

In conferenza stampa, il romano rende, innanzi tutto, merito all’emergente avversario che, a soli 20 anni, sembra destinato a vivere un futuro luminoso: “Alex è un bravo ragazzo, anche fuori dal campo. Si è meritato di vincere e ha vinto. È un giocatore straordinario, non abbiamo ancora capito fino in fondo quale sia il suo livello. A fine match a rete gli ho fatto i complimenti e gli ho detto che farò il tifo per lui nel prossimo turno…Ma non ditelo a Francisco Cerundolo! Non so cosa sia accaduto, non sentivo di avere quasi più niente da dare in campo. So che è abbastanza incredibile, però ho avuto tre settimane molto dispendiose e forse, come ha detto mio padre, sono arrivato un po’ al limite. Ho provato a prendere una pausa, sono andato di nuovo in bagno, ma non ha funzionato. Sono andato un po’ avanti con l’orgoglio, perché ovviamente non voglio mai perdere e ci ho provato fino alla fine, ma era già troppo tardi. Meriti all’avversario e demeriti un po’ miei. Ora tornerò a casa, mi prenderò qualche giorno libero per recuperare un po’ mentalmente e fisicamente, poi tornerò in campo. Il prossimo appuntamento è la Laver Cup”.

Cobolli modificherà la sua programmazione in futuro

Il nostro connazionale sembra, poi, d’accordo con Carlos Alcaraz sulla necessità di snellire il proprio calendario: “L’obiettivo è giocare nei tornei più importanti. Ogni giocatore è diverso e ognuno conosce il limite oltre il quale non può spingersi. Sono sempre stato un giocatore abituato a soffrire, e a giocare tante settimane consecutive; fino a poco tempo fa non mi sono mai visto come uno dei migliori al mondo, forse ora devo cambiare anche il modo di approcciarmi a tutto questo. Analizzeremo attentamente con il team cosa sia meglio fare, sia a livello di programmazione sia a livello di partite e allenamenti. Devo ancora abituarmi a tutto questo, magari piano piano giocherò meno, ma non credo che rinuncerò ai tornei più importanti: forse giocherò meno 250 e 500, ma nei 1000 e negli Slam la mia presenza è sempre garantita”.