US Open

US Open 2026, Zverev parla della lotta con Sinner per il n. 1: “Più importante vincere a New York”. Poi la previsione su Alcaraz

Media day ricco di spunti d’interesse per Alexander Zverev agli US Open 2026
Jannik Sinner e Alexander Zverev (Getty Images)

Testa di serie n. 1 agli US Open 2026, Alexander Zverev è consapevole di dover sfruttare l’assenza di Jannik Sinner per riavvicinarsi al primo posto della classifica ATP, tuttavia il tedesco ritiene che sia più importante aggiudicarsi un altro Slam dopo aver trionfato quest’anno al Roland Garros.

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La riflessione di Zverev sulla corsa al n. 1 con Sinner

Ecco le parole del teutonico nel media day newyorkese: “Lotta per la vetta del ranking mondiale con Sinner? Penso che essere la testa di serie numero uno sia una cosa positiva e dimostri il fatto che io abbia giocato bene. Ma credo che la cosa più importante sia l’ultimo nome che compare alla fine del tabellone e chi sarà ancora in gara tra due settimane. Credo che questo sia l’obiettivo principale per tutti i partecipanti. Mi sento semplicemente uno dei 128 favoriti del tabellone, niente di più. Continuo a pensare che avrei dovuto vincere qui nel 2020, questo non è cambiato. Nel complesso, ovviamente, provo una certa soddisfazione per aver finalmente vinto uno Slam. Credo di averlo già detto un milione di volte. Ma ti rendi anche conto di una cosa: una volta che ne vinci uno, ne vuoi vincere altri. Vuoi continuare e vuoi giocare il tuo miglior tennis ogni volta che scendi in campo. Credo di esserci riuscito dopo il Roland Garros, ma non negli ultimi due tornei. Però sento che il mio gioco sta tornando e che migliora a ogni allenamento. Spero di poter mostrare di nuovo il mio miglior tennis qui” , ha spiegato il nativo di Amburgo“.

La previsione di Zverev sul ritorno di Alcaraz agli US Open 2026

Il nativo di Amburgo mette, poi, a confronto il proprio infortunio alla caviglia a Parigi nel 2022 con quello rimediato da Carlos Alcaraz quest’anno al polso: “Capisco cosa intendi, ma è molto diverso perché credo si tratti di un infortunio diverso. Il polso non è mai facile da curare, questo è certo. Lo so perché anche mio fratello ha avuto un infortunio al polso, e ci vuole tempo per riprendersi da un problema del genere. Credo che il mio fosse diverso perché mi sono rotto sette legamenti e fratturato due ossa e ho dovuto subire un intervento chirurgico. Ci ho messo un anno per tornare, quindi è stato un po’ diverso. Penso che ora sia probabilmente allo stesso livello fisico, se non migliore, perché ha sicuramente lavorato molto negli ultimi quattro o cinque mesi, cosa che io non potevo fare perché non riuscivo a camminare. Mi aspetto che sia un po’ arrugginito per il primo o il secondo incontro, ma una volta superato questo, sarà sicuramente un contendente al titolo. Nel 2022 c’erano molte incertezze. Sono sicuro al 100% che anche i medici ne avessero, sul fatto che sarei mai riuscito a tornare a questo livello. Nessuno poteva saperlo con certezza. Ma non me l’hanno mai fatto pesare. Non me ne hanno mai parlato. Le conversazioni erano più del tipo: ‘Quando tornerai, potremo migliorare questo e quello, sarai il migliore, potrai tornare a questo livello, o potrai vincere questo tipo di tornei’. Erano più o meno quel tipo di conversazioni” .