Tennis

Vondrousova rischia 4 anni di squalifica per un controllo antidoping rifiutato: “Mi sono sentita violata”. Il motivo

Marketa Vondrousova vive una situazione paradossale che ha deciso di denunciare pubblicamente
Marketa Vondrousova
Marketa Vondrousova (Getty Images)

Capace di aggiudicarsi il torneo di Wimbledon nel 2023, Marketa Vondrousova non gioca un match ufficiale dalla trasferta australiana a causa di ricorrenti problemi fisici e, come se non bastasse, rischia addirittura quattro anni di squalifica per aver rifiutato un controllo antidoping.

Vondrousova può essere squalificata per 4 anni da parte dell’ITIA

La tennista ceca è, infatti, attualmente oggetto di un procedimento avviato dall’Agenzia Internazionale per l’Integrità del Tennis (ITIA), che la accusa di aver rifiutato un controllo antidoping avvenuto lo scorso dicembre: se i fatti saranno confermati, la n. 46 del mondo rischia una squalifica fino a quattro anni. Al momento, non è stata ancora fissata una data per l’udienza con le parti che stanno raccogliendo le rispettive argomentazioni.

La denuncia di Vondrousova sui social

L’ex n. 5 del ranking mondiale non ci sta e, nella giornata di venerdì 17 aprile 2026, denuncia pubblicamente sui propri canali social quanto accaduto: “L’incidente legato al controllo antidoping è avvenuto perché ho raggiunto il punto di rottura dopo mesi di stress fisico e mentale. Quando qualcuno ha suonato alla mia porta tardi la sera senza identificarsi correttamente né seguire i protocolli, ho reagito come una persona spaventata. In quel momento, si trattava di sentirmi al sicuro, non di evitare alcunché. Degli esperti hanno confermato che ho subito una reazione acuta allo stress nonché un disturbo d’ansia generalizzato. La paura ha offuscato il mio giudizio, mi sono sentita violata e non sono stata in grado di gestire la situazione in modo razionale. Dopo quanto è successo a Petra Kvitova che è stata aggredita con un coltello a casa sua nel 2016 dopo un furto, non prendiamo alla leggera la presenza di sconosciuti alla nostra porta”.