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Wimbledon 2026, Berrettini: “Ecco perché ho inseguito Wawrinka negli spogliatoi”. Poi il timore per il match con Fils

Matteo Berrettini ha omaggiato Stan Wawrinka all’ultimo incontro della carriera a Wimbledon
Il tennista Matteo Berrettini
Matteo Berrettini (Getty Images)

Emozioni a non finire nella sfida di 1° turno del torneo di Wimbledon 2026 tra Matteo Berrettini e Stan Wawrinka, vinta dall’italiano per 6-7 7-6 7-6 7-6.

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Berrettini consegna a Wawrinka il suo asciugamano

Il romano spiega, innanzi tutto, perché ha inseguito lo svizzero negli spogliatoi: “Stan è una leggenda e lo ha dimostrato ancora una volta. Ricordo quando ho giocato qui il torneo junior nel 2014 e lui giocava contro Roger Federer. Io mi sono sentito grato e orgoglioso di quella che è la mia carriera finora. È per questo che l’ho inseguito fino negli spogliatoi, volevo dargli l’asciugamano dell’ultima volta che ha giocato qui. È un bel ricordo. Ci si allena molto, ma queste partite non possono essere replicate in allenamento. Abbiamo giocato più di quattro ore. Mi piace giocare al meglio dei cinque set e quando è uscito il tabellone ero contento di poter giocare contro Wawrinka. Sono contento di stare in campo, voglio ringraziare tutta la mia panchina. Dopo Parigi abbiamo lavorato ogni singolo giorno per essere qui. Il torneo non è ancora finito e c’è tanto lavoro da fare ancora”.

Berrettini presenta la sfida con Fils

Il romano è, ora, atteso dal match di 2° turno con Arthur Fils in programma giovedì 2 luglio: “Sarà una partita molto dura con Fils. Però sono contento: mi alleno per queste partite, quindi sono carico. Con Wawrinka è stata una battaglia di nervi. Alla fine ci sono due punti che possono farti girare completamente la partita. Secondo me la chiave è stata parlarmi bene nei momenti importanti, accettare qualche errore e continuare a credere nel mio tennis. A Parigi credo di aver dimostrato di poter ancora andare avanti negli Slam. L’erba è una delle mie superfici preferite e qui ho ricordi bellissimi. La finale è molto lontana, ma so di poter giocare un buon torneo qui. Queste partite e questi momenti sono il motivo per cui gioco a tennis. Mi dicevo che meritavo di essere lì, dentro quella grande battaglia, e cercavo di restare positivo perché volevo esserci. Ho lavorato duramente per potermi trovare sul Campo n. 1 contro una leggenda del nostro sport. Volevo solo lottare, volevo godermi quella lotta e questo mi rende felice”.