Zverev incolpa il nuovo format dei Masters 1000 per i ritiri di Sinner e Alcaraz: “Triste realtà”. Poi la previsione su Djokovic
I forfait di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz permettono ad Alexander Zverev di prendersi la testa di serie n. 1 al Masters 1000 di Cincinnati, ma nel media day il campione del Roland Garros 2026 non può che parlare dell’assenza dei due campionissimi.
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Per Zverev la colpa delle assenze di Sinner e Alcaraz è legata al format dei Masters 1000
Ecco il pensiero del tedesco su un tema scottante come quello del format allungato dei tornei di questa categoria: “Valuti sempre se giocare sia in Canada che in Ohio? Penso che purtroppo sia quello che succede con i tornei di due settimane, soprattutto quando subito dopo c’è uno Slam. Se giochi tutti i tornei e sei un top player, finisci per trascorrere sette settimane in Nord America. È davvero tanto tempo. E penso che sia per questo che molti dei migliori giocatori ormai scelgano di non giocare in Canada. Purtroppo, questa è la triste realtà. È sempre stato così. È piuttosto semplice. Fate in modo che restiamo qui due settimane, non sette. Per i Masters 1000, sono due settimane per entrambi, e penso che sia una soluzione semplice per quanto riguarda la partecipazione dei top player. L’assenza di Alcaraz e Sinner sicuramente cambia la situazione, specie il forfait di Jannik. In stagione ha vinto tutti i Masters che ha giocato. Allo stesso tempo per me non cambia molto: voglio comunque competere contro i migliori e mostrare il mio miglior tennis. Voglio giocare meglio rispetto al Canada, dove non mi sono sentito bene in campo. Vedremo fino a dove riuscirò a spingermi”.
Zverev è convinto che Djokovic possa rimanere nella top 5 per altri due o tre anni
Sascha si lancia, poi, in una previsione sul futuro di Novak Djokovic che potrebbe non essere così vicino al ritiro se si “accontentasse” di un piazzamento nella top 5 della classifica ATP: “Se volesse, Novak potrebbe tranquillamente rimanere in top 5 per altri due o tre anni. Se giocasse un calendario completo resterebbe in quelle posizioni, semplicemente per quanto il suo tennis sia ottimo. A un certo punto, però anche a Wimbledon, ha ammesso lui stesso quanto sia difficile giocare partite consecutive al meglio dei cinque set contro i top player. Ed è normalissimo. Stare in campo per cinque ore e un quarto, che è uno sforzo incredibile, e dover poi tornare in campo pochi giorni dopo contro il numero 1 del mondo è un impegno difficile per uno che ha 39 anni. Ma anche per tutti gli altri lo sarebbe”.