Mondiale 2026, l’arbitro Artan respinto dagli USA ma sostenuto dal Messico: la situazione
L’esclusione dai Mondiali dell’arbitro somalo Omar Artan ha fatto discutere fin dall’inizio del torneo. Una volta atterrato a Miami, il direttore di gara non è stato autorizzato a entrare negli Stati Uniti ed è stato rimpatriato, senza che venisse fornita una motivazione ufficiale. L’episodio si inserisce in un contesto già segnato dalle polemiche per i controlli riservati ad alcune delegazioni arrivate negli USA.
Il sostegno del Canada
Sulla vicenda la FIFA ha preso le distanze, spiegando di non essere coinvolta nelle procedure di immigrazione del Paese ospitante e di essere stata informata che, al momento, la situazione di Artan non subirà cambiamenti. In suo sostegno è intervenuto il Canada, uno dei tre Paesi organizzatori insieme a Stati Uniti e Messico. Il premier della Columbia Britannica, David Eby, ha dichiarato che Artan sarebbe il benvenuto a Vancouver e che dovrebbe poter dirigere le gare del Mondiale nella città canadese.
Il triste epilogo
Tuttavia, questa soluzione non è praticabile: Artan avrebbe dovuto partecipare al raduno e al programma di preparazione organizzati dalla FIFA a Miami, dove tutti gli arbitri e assistenti selezionati sono tenuti a soggiornare per l’addestramento e le attività operative. Senza poter accedere agli Stati Uniti, il direttore di gara non potrà quindi prendere parte ai Mondiali.