Bordo campo

Mondiali 2026, Modric al veleno: “Gli arbitri colpiscono sempre noi!”

Modric attacca il VAR e gli arbitri dopo l'eliminazione con il Portogallo
Luka Modric protesta con l'arbitro Turpin (GettyImages)

Il Portogallo vince nel finale contro la Croazia. Dopo il momentaneo vantaggio di Perisic al 53′, sono arrivati il pareggio di Cristiano Ronaldo su rigore al 68′ (primo gol nella fase a eliminazione diretta di un Mondiale) e il vantaggio di Gonçalo Ramos al 94′ che ha consegnato l’accesso agli ottavi di finale ai lusitani. Prima del triplice fischio, però, c’è stato anche tempo per l’episodio che ha dato spazio alle polemiche e ha portato al duro attacco di Luka Modric nei confronti del VAR e dell’arbitraggio. Al 104′, infatti, la Croazia era riuscita a trovare un miracoloso pareggio con Gvardiol. Il difensore del City aveva concretizzato un cross arrivato dalla sinistra, ma il tocco impercettibile di Matanovic – notato solo grazie ai sensori presenti dentro al pallone – ha causato l’offside di Pasalic e il conseguente annullamento della rete. La decisione presa dal VAR ha aumentato le polemiche già nate per il precedente calcio di rigore, finalizzato poi da Cristiano Ronaldo e che secondo i giocatori croati non sarebbe mai dovuto esser fischiato.

Modric attacca il VAR

Su questo e molto altro si è espresso Modric, criticando duramente le decisioni arbitrali: “Meritavamo molto di più. Alcune cose non sono andate per il verso giusto. Quel rigore… Se fosse successo il contrario, il VAR non sarebbe mai intervenuto. All’inizio, quando è stato introdotto, ho detto che non mi piaceva il VAR. Poi, col tempo, si è rivelato utile per alcune cose, ma viene usato in modo scorretto o selettivo, o a seconda della grandezza della squadra. Il VAR dovrebbe intervenire solo se si tratta di un errore al 200%, ma se non lo è, se è in una zona grigia, non c’è niente da fare. Non ha senso chiamare il VAR. Questo non era rigore. Entrambe le squadre stavano respingendo, spingendo, Vlašić non ha tirato, ha trattenuto e sono caduti entrambi. Ecco perché non si può giudicare un rigore in quel modo in una partita come questa. Ecco perché dico che deve essere usato solo se l’errore è al 200%. Se si può trattare una cosa in un modo o nell’altro, non c’è niente da fare. Questo mi dà fastidio e va sempre a nostro discapito.

Che importa, andiamo avanti, non ci lamenteremo, ma certo alcune cose mi danno fastidio perché il destino decide, decide l’umore per tutto ciò che fai, ciò a cui rinunci, ti fai a pezzi, lotti. Ci sono giovani giocatori che vengono qui e poi tu fai loro una cosa del genere… La colpa è tua e va sempre a nostro discapito. Non ne parlerò più, possiamo essere orgogliosi di come abbiamo giocato, di come abbiamo lottato, di come abbiamo rappresentato la Croazia, soprattutto nel secondo tempo. Questa è la Croazia che tutti conoscono, il motivo per cui siamo così rispettati e amati nel mondo. Niente, andiamo avanti, ora ripartiamo e basta. Quando si perde, soprattutto nelle grandi competizioni, è difficile da accettare perché siamo consapevoli di quanto sostegno abbiamo, di quante persone ci seguono e ci amano, quando si perde è dura. Ci si sente come se si potesse aver deluso le persone che fanno il tifo per noi, così come loro ci sostengono. A volte non è facile trattenere le emozioni”.