Mondiali

Giappone, evoluzione continua: tecnica e mentalità vincente

Una generazione sviluppata nel calcio che conta e con alle spalle un movimento in crescita costante: i Samurai Blu sono pronti per sfondare il muro degli ottavi di finale
Kamada, Ogawa, Itakura, Osako e Kubo del Giappone in barriera(Getty Images)

Il Giappone si presenta alla Coppa del Mondo 2026 con ottime prospettive e una storia alle spalle che parla chiaro e che la identifica come una delle indiscusse big d’Asia. Dopo le ottime prestazioni offerte negli ultimi due Mondiali, i Samurai Blu vogliono compiere finalmente il salto definitivo e spingersi oltre gli ottavi di finale, barriera diventata quasi una maledizione nella storia della Nazionale nipponica. La crescita del movimento calcistico giapponese è ormai evidente da anni, alimentata da una generazione di talenti che gioca stabilmente nei principali campionati europei. Il lavoro portato avanti da Hajime Moriyasu ha dato continuità e identità a una squadra moderna, intensa e sempre più credibile anche contro le grandi potenze mondiali. Il Mondiale nordamericano rappresenta così il banco di prova più importante per certificare l’ingresso definitivo del Giappone nell’élite del calcio globale. 

Il momento della squadra

Il percorso di qualificazione al Mondiale è stato praticamente impeccabile e ha confermato il dominio del Giappone nel panorama asiatico. I Samurai Blu sono stati la prima Nazionale in assoluto a qualificarsi sul campo per la Coppa del Mondo 2026, mostrando una superiorità tecnica evidente rispetto alla concorrenza nel suo girone. Negli ultimi mesi la squadra ha dato ulteriori segnali di crescita anche contro avversari di alto livello, consolidando la sensazione che il gap con le migliori si sia ormai ridotto sensibilmente: negli ultimi cinque test amichevoli sono infatti arrivati altrettanti successi, incluso uno di prestigio contro il Brasile lo scorso ottobre. Moriyasu è riuscito a creare un gruppo estremamente compatto, mentalmente solido e tatticamente molto disciplinato, qualità che hanno permesso al Giappone di diventare una delle selezioni più difficili da affrontare nelle gare secche. Restano però alcune incognite legate alle condizioni fisiche di diversi giocatori chiave. Il problema più pesante riguarda l’assenza di Kaoru Mitoma, escluso dalla lista definitiva per infortunio, una perdita che toglie al Giappone uno dei giocatori potenzialmente più devastanti nell’uno contro uno. 

Il commissario tecnico e le idee di gioco

Alla guida del Giappone c’è ancora Hajime Moriyasu, l’uomo che ha accompagnato la crescita definitiva della Nazionale nipponica negli ultimi anni. Dopo aver stupito il mondo a Qatar 2022 battendo Germania e Spagna nella fase a gironi, il tecnico giapponese ha proseguito il proprio lavoro puntando su continuità, organizzazione e valorizzazione del talento offensivo. Il Giappone di Moriyasu si basa su ritmi elevati, aggressività nella riaggressione e grande velocità nelle transizioni offensive. Il sistema di riferimento resta il 4-2-3-1, ma durante la partita la squadra è capace di trasformarsi rapidamente in un 4-3-3 molto fluido grazie alla mobilità dei trequartisti e degli esterni offensivi. Uno degli aspetti più evidenti del lavoro del commissario tecnico è però soprattutto la crescita della personalità collettiva della squadra. Il Giappone non si limita più a difendersi ordinatamente aspettando l’errore dell’avversario, ma prova sempre a controllare il possesso e ad alzare il ritmo della partita attraverso un pressing organizzato e continue rotazioni offensive. Moriyasu ha inoltre insistito molto sulla mentalità internazionale del gruppo, sfruttando l’esperienza accumulata dai tanti giocatori che militano stabilmente nei campionati europei. 

I giocatori chiave

Con l’assenza acclarata di Mitoma a prendersi le spalle il Giappone dovrà essere Takefusa Kubo, ormai leader creativo della Nazionale. Il fantasista della Real Sociedad è il giocatore incaricato di dare qualità e imprevedibilità negli ultimi trenta metri grazie alla sua tecnica nello stretto, alla rapidità di pensiero e alla capacità di creare superiorità numerica praticamente da solo. Moriyasu punta molto sulla sua definitiva consacrazione internazionale e lo considera uno dei simboli della nuova generazione giapponese. Accanto a lui, il peso offensivo sarà condiviso da Ritsu Doan e Daichi Kamada, due giocatori fondamentali per esperienza e continuità ad alto livello europeo. Doan arriva al Mondiale nel miglior momento della carriera dopo le ottime stagioni in Bundesliga, mentre Kamada continua a rappresentare uno degli elementi più intelligenti tatticamente dell’intera rosa.  Il leader emotivo della squadra resta però Wataru Endo, vero equilibratore del centrocampo e punto di riferimento assoluto dello spogliatoio. Nonostante una stagione complicata dal punto di vista fisico, Moriyasu ha voluto comunque che fosse presente tra i convocati proprio per la sua leadership. Grande attenzione anche attorno a Zion Suzuki, portiere del Parma considerato tra i migliori profili emergenti nel ruolo.

Punti di forza e debolezze

Il principale punto di forza del Giappone è la qualità collettiva. Poche Nazionali al mondo riescono a mantenere ritmi così elevati per tutta la partita unendo organizzazione tattica e intensità atletica. La rapidità delle combinazioni offensive e la capacità di occupare bene gli spazi rendono i Samurai Blu estremamente difficili da leggere e da contenere. Un altro aspetto fondamentale è l’esperienza internazionale accumulata dalla rosa. Oggi gran parte dei titolari gioca stabilmente nei principali campionati europei, elemento che ha aumentato notevolmente la competitività mentale della squadra nelle gare di alto livello. La criticità principale è invece soprattutto la poca fisicità, aspetto che può pesare contro squadre molto strutturate; in più, senza Mitoma e un centravanti di grande livello mancano gol preziosi in faretra.

Probabile formazione

GIAPPONE (4-2-3-1): Zion Suzuki; Sugawara, Tomiyasu, Itakura, Hiroki Ito; Endo, Ao Tanaka; Doan, Kamada, Kubo; Ueda. Ct: Hajime Moriyasu. 

La storia ai Mondiali

Il Giappone partecipa con continuità alla Coppa del Mondo dal 1998 ed è ormai una presenza stabile nel panorama internazionale. I Samurai Blu hanno raggiunto gli ottavi di finale in quattro occasioni, senza però riuscire mai a spingersi oltre. Le eliminazioni contro Belgio nel 2018 e Croazia nel 2022 hanno lasciato grande amarezza, soprattutto perché arrivate dopo prestazioni di altissimo livello.  Negli ultimi anni, però, il calcio giapponese ha compiuto un ulteriore salto di qualità grazie allo sviluppo del settore giovanile e all’esplosione di tanti giocatori nei principali club europei: oggi il Giappone viene percepito molto più vicino alle grandi potenze mondiali rispetto al passato.

Obiettivo Mondiale 2026

Inserito nel girone F insieme a Olanda, Tunisia e Svezia, il Giappone dovrà affrontare immediatamente un gruppo molto competitivo e probabilmente decisivo per capire le reali ambizioni della squadra.  L’obiettivo minimo resta il superamento del girone, ma la sensazione è che questa Nazionale abbia finalmente il potenziale per rompere il muro degli ottavi di finale. Molto dipenderà dalla tenuta mentale nelle partite a eliminazione diretta e dalla capacità dei giocatori offensivi di incidere contro difese di alto livello. Il Giappone non parte tra le favoritissime per il titolo, ma rappresenta probabilmente una delle outsider più credibili dell’intero torneo. E dopo anni di crescita costante, nessuna grande potenza europea o sudamericana potrà permettersi di sottovalutarlo.