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Mondiali 2026, Evans e il gesto del ‘White Power’: arrivata la sentenza della FIFA

La FIFA ha emesso la propria sentenza sul caso Evans, l'arbitro che secondo alcune accuse avrebbe fatto il gesto del 'White Power' prima di Germania-Curaçao

Nessuna condanna. La FIFA ha deciso di assolvere Shaun Evans, l’assistente VAR che pochi minuti prima del fischio d’inizio di Germania-Curaçao, ripreso dalle telecamere, aveva mostrato in diretta mondiale un gesto che è stato ripreso, discusso e forse anche frainteso. Un ‘ok’ rovesciato lungo il corpo che per molti ha ricordato il gioco che si faceva da ragazzi, quando chi guardava dentro al cerchio formato da pollice e indice veniva colpito con uno scappellotto sulla spalla. Per altri, invece, dietro si celava un messaggio molto più spaventoso. Nel gesto dell’arbitro hanno letto un richiamo al ‘White power’ per la similitudine con il segno che l’estrema destra faceva con lo scopo di indicare la supremazia bianca. Il massimo organo calcistico, dopo alcune ore di analisi delle immagini, non ha notato però nessuna violazione del codice regolamentare della FIFA, optando quindi per la strada dell’assoluzione.

Evans spiega: “Era solo un tic

Nell’emissione della sentenza finale la FIFA ha preso in considerazione anche le dichiarazioni di Shaun Evans che sulla bufera scatenata intorno a quel gesto ha detto: “Vorrei chiarire che non ho fatto intenzionalmente alcun gesto o simbolo con la mano per comunicare un messaggio, un’affiliazione, un gioco o una convinzione di alcun tipo. L’unica spiegazione che posso offrire è che il movimento è stato un tic involontario e subconscio e non mi sono reso conto di averlo fatto in quel momento“.

“L’ho fatto altre volte”

L’assistente VAR australiano ha poi aggiunto: “Le immagini scattate successivamente durante la partita mostrano che ho ripetuto questo movimento molte volte tenendo una penna tra le dita. La copertura mediatica successiva a questo incidente non rispecchia affatto chi sono. Certo, capisco come il gesto sia stato interpretato e me ne dispiace, tuttavia voglio essere molto chiaro e affermare categoricamente che non ho fatto consapevolmente o deliberatamente il simbolo con la mano in questione. Arbitrare ai Mondiali è il più grande onore della mia carriera e non vedo l’ora di supportare i miei colleghi per il resto del torneo“.