Mondiali 2026, gli iraniani protestano: bandiere ‘illegali’ al SoFi Stadium
La partecipazione dell’Iran al Mondiale continua a essere costellata di episodi distanti dal mondo del calcio e dello sport. L’esordio della Nazionale contro la Nuova Zelanda è arrivato in un clima di forti proteste contro il regime iraniano. All’esterno del SoFi Stadium di Los Angelese, dove si sta giocando la partita, Un gruppo di manifestanti si è riunito per esprimere il proprio dissenso nei confronti del regime degli ayatollah. Per le strade sono stati intonati cori e sventolate le bandiere risalenti al periodo antecedente alla Rivoluzione islamica. Non sono mancati anche i cartelli di protesta e di opposizione all’accordo di pace che, stando alle ultime dal mondo, Stati Uniti e Iran dovrebbero firmare a breve. La protesta è proseguita, poi, all’interno dello stadio.
I manifestanti iraniani sono entrati allo stadio
Sugli spalti del SoFi Stadium non sventolano le bandiere dei tifosi iraniani, ma il vessillo verde, bianco e rosso che al centro presenta un leone e un sole e che nel 1980 è stato sostituito da quello attuale. Quello che la Federcalcio iraniana temeva e aveva condannato è diventato realtà, traducendosi in uno spettacolo lontano dal calcio, ma che spiega la fredda accoglienza riservata a Taremi e compagni al momento del loro ingresso in campo.
Le bandiere sono state vietate dalla FIFA
Le bandiere antecedenti alla Rivoluzione islamica, oltre a essere invise alla FFIRI, violano anche le normative FIFA che avrebbero dovuto impedirne l’accesso. Per il massimo organo di controllo calcistico, infatti, queste bandiere sarebbero da catalogare come “materiale proibito”, motivo per cui impossibilitato a entrare in uno stadio prima di una partita così importante e delicata. La lettura della FIFA in queste ore ha trovato conferma anche in un pronunciamento della Corte Superiore della Contea di Los Angeles.