Mondiali 2026, Zampolli sul ripescaggio dell’Italia: “Infantino ha deciso così”
L’Italia non verrà ripescata per il Mondiale del 2026. Ormai possiamo diro (quasi) con certezza. A nove giorni dall’inizio della Coppa del Mondo, gli azzurri di Silvio Baldini dovranno accontentarsi delle prossime due amichevoli e del brivido che porterà la rivoluzione interna alla FIGC il prossimo 22 giugno. Il tutto mentre sulle televisioni del Paese scorreranno le immagini delle 48 nazionali che, al contrario della nostra, sono riusciti a centrare l’accesso al torneo più importante nella storia del calcio. Le problematiche geo-politica tra Stati Uniti e Iran erano rimaste l’unica speranza per un ripescaggio dell’Italia, comunque non certo e non avallato da tutti all’interno del Paese. La speranza che la Nazionale iraniana decidesse di ritirarsi dal Mondiale, però, aveva illuso più persone, anche a causa delle parole di Paolo Zampolli, sponsor numero uno dell’Italia negli Stati Uniti e inviato speciale dell’amministrazione Usa.
L’annuncio di Zampolli
Lo stesso Paolo Zampolli che aveva aumentato le speranze di un ripescaggio nella giornata di ieri, però, le ha fatto crollare drasticamente. Intervenuto ai microfoni di Rai GR Parlamento, durante ‘La Politica nel Pallone’, Zampolli ha rivelato: “Il mio sogno e quello di tanti era di avere l’Italia con noi. Avevo suggerito al presidente e a Gianni Infantino che, in caso l’Iran non fosse venuto per qualsiasi ragione, si sarebbe potuto ripescare l’Italia. Puurtroppo le cose non sono andate così e abbiamo l’Iran che si sta allenando in Messico. I giocatori dell’Iran avranno il permesso soltanto di venire a giocare in giornata e poi tornare, perché i visti sono stati dati solo ai giocatori“.
La decisione di Infantino
Zampolli si è poi espresso sulle reali possibilità di ripescare l’Italia, confermando un colloquio diretto con la FIFA. “Quanto è stato vicino il ripescaggio? Se ne è parlato tanto, poi la Fifa ha delle regole e il presidente Infantino ha preso le sue decisioni. Bisogna pensare al futuro del nostro calcio, io sono molto triste perché la maggior parte dei giovani non ha visto l’Italia al Mondiale. Io ho suggerito e fatto il possibile fino all’ultimo, mettendomi tante persone contro e sono contento di averlo fatto. Un Mondiale in Italia? Sarebbe il sogno di tutti“.