Terzo tempo

Mondiali 2026, FIFA nella bufera: vietate le domande in spagnolo, ecco perché

Incredibile quanto sta accadendo ai Mondiali 2026: nonostante tra le nazioni ospitanti ce ne sia una di lingua ispanica, le domande in spagnolo sono vietate
Gianni Infantino

Nuova giornata dei Mondiali 2026 e altra polemica che coinvolge la FIFA e l’organizzazione della Coppa del Mondo in Canada, Stati Uniti e Messico. Questa volta non c’entrano i visti, né il prezzo file dei biglietti che già dopo otto gare ha lasciato in più occasioni lo stadio vuoto. Ma una necessità della stessa FIFA che sta mettendo in difficoltà giocatori, allenatori, utenti e giornalisti e che, soprattutto, si poggia su ragioni che poco sembrano avere a che fare con una competizione simile.

Domande sì, ma solo in alcune lingue

Ai Mondiali 2026 è vietato fare domande in spagnolo. Non è uno scherzo, né una bufala social, ma una chiara direttiva della FIFA. Verrebbe a questo punto legittimamente da chiedersi perché, considerando che uno dei tre paesi ospitanti – il Messico – parli di fatto uno spagnolo rivisitato, che un altro dei paesi – gli Stati Uniti – abbiano oltre il 20% della popolazione ispanica e che lo spagnolo sia la seconda lingua madre più parlata al mondo con quasi 600 milioni di persone che la usano quotidianamente. La risposta data dall’organizzazione della Coppa del Mondo, però, è ancor più surreale della scelta in sé: non si possono fare domande in spagnolo perché mancano gli interpreti. 

Il regolamento

Va specificato che non si tratta di un vero e proprio divieto assoluto né, probabilmente, di una novità. La FIFA spiega la scelta di vietare le domande in spagnolo in alcune conferenze stampa con l’obiettivo di facilitare la massima comprensione dei media. L’esigenza nasce infatti dalla disponibilità dei servizi di traduzione simultanea, che a seconda delle partite sono previsti in diverse lingue. Per esempio, durante Brasile-Marocco erano presenti interpreti per inglese, portoghese italiano, arabo e francese. Da qui il divieto di fare domande in spagnolo, per quella che è una questione pratica ma che lascia più di qualche dubbio considerando la diffusione della lingua in questione.