Tennis

Il giudizio di Panatta sul periodo d’oro del tennis italiano: “Il movimento l’ha creato Sinner”

Ideatore e fondatore dell'iniziativa “Banca Generali - Un campione per amico”, Panatta parla del periodo d'oro del nostro tennis
Adriano Panatta
Adriano Panatta (Getty Images)

Tra i cinque miti dello sport italiano presenti alla 25esima edizione di “Banca Generali – Un campione per amico” non poteva ovviamente mancare il leggendario Adriano Panatta che, oltre a essere ideatore e fondatore dell’iniziativa, esprime il suo punto di vista sul periodo d’oro del tennis italiano, attribuendo ovviamente grandi meriti a Jannik Sinner.

Le parole di Panatta su Sinner e non solo

Ecco le riflessioni del campione del Roland Garros nel 1976: “Abbiamo giocato per centinaia di migliaia di bambini grazie a questo evento: il messaggio è di far divertire i bambini, lo sport è divertimento: l’importante è fare sport. I valori del tennis? Imparare a gestirsi quando cominciano a fare agonismo, sei solo in campo nel tennis, è un po’ come la vita con momenti positivi e negativi. Il periodo d’oro dell’Italia nel tennis? Per me è un mistero, il movimento l’ha creato Sinner che è un fenomeno mondiale, ma si sono poste le basi con Fabio Fognini, Matteo Berrettini e ora anche Lorenzo Musetti. La Svizzera aveva Roger Federer e Stan Wawrinka, ma ora non ha più nessuno per cui c’è tanto merito anche da parte del maestro di tennis che individua il futuro campione, lo fa crescere e da lì si crea il movimento, lo spirito di emulazione di altri bambini ed esce fuori il ragazzino bravissimo“.

La battuta sugli Internazionali d’Italia

Inevitabile parlare, in ultimo, degli imminenti Internazionali d’Italia in programma al Foro Italico dal 6 al 17 maggio con l’ultimo successo italiano nel singolare maschile per cui bisogna risalire proprio ad Adriano Panatta nel 1976: “Gli Internazionali di Roma? Sarebbero pure ora che vincesse un italiano. Tra un po’ io c’ho 100 anni”.