Roland Garros 2026, allerta per il caldo estremo a Parigi: cosa dice il regolamento degli Slam
Dopo un Masters 1000 di Roma condizionato dalla pioggia, nella prima settimana dell’edizione 2026 del Roland Garros sta accadendo l’opposto con un caldo in grado di mettere in grossa difficoltà i tennisti come evidenziato da Casper Ruud.
Caldo estremo al Roland Garros 2026
Un maggio così a Parigi non l’avevano mai visto; Météo-France, per il dipartimento dell’Ile de France, ha emesso un’allerta gialla per ondata di calore: oltre 30 gradi previsti per lunedì, martedì e mercoledì. Per uno Slam, condizioni da estate australiana, ma non certo da Roland Garros dove il tetto sul Centrale è stato realizzato per proteggere il torneo dalla pioggia.
Il regolamento dell’ATP per temperature eccessive non si applica agli Slam
Proprio per questa stagione l’ATP ha varato nuove norme severe che prevedono un “cooling break” di dieci minuti se il termometro supera i 30 gradi e la sospensione totale dei match sopra i 32 gradi. Queste tutele non si applicano però al Roland Garros: i quattro tornei del Grande Slam sono infatti organizzati direttamente dall’International Tennis Federation che non segue i protocolli del circuito maschile standard.
La gestione dell’emergenza climatica a Parigi rimarrà legata alla Extreme Heat Policy del Grand Slam Board: gli organizzatori avranno, perciò, piena libertà sulle misure da adottare: potranno concedere pause strategiche ai giocatori, sospendere i match ritenuti a rischio o ordinare la chiusura dei tetti mobili sui campi principali, il Philippe Chatrier e il Suzanne Lenglen. La chiusura, che richiede circa 15 minuti, permette di trasformare le due arene in impianti indoor, stabilizzando la temperatura e proteggendo i tennisti dal sole.