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Roland Garros 2026, il rimpianto di Panatta: “Avrei voluto premiare di nuovo Sinner”. Poi il consiglio paterno

Bellissime parole dedicate da Adriano Panatta a Jannik Sinner dopo quanto accaduto al Roland Garros
Jannik Sinner e Adriano Panatta (Getty Images)

Il match di 2° turno perso da Jannik Sinner al Roland Garros 2026 per mano di Juan Manuel Cerundolo dopo essere stato in vantaggio per 6-3 6-2 5-1 continua a far discutere e sull’argomento interviene Adriano Panatta in un editoriale per il Corriere della Sera.

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Panatta ricorda la sua vittoria al Roland Garros nel 1976

Il romano parte dal ricordo dello Slam parigino vinto nel 1976: “Il tennis nasce dalle sconfitte, ma credo che questo lo sappia anche un vincitore seriale come Sinner. Eppure gli archivi non aiutano, la casistica dei match persi a un solo game dalla vittoria, senza più riuscire a incidere su un match fin lì dominato, come se dentro di sé fosse esploso qualcosa, si riducono a pochi casi. Non sono un medico, e non ho giocato un tennis come quello di oggi. La mia finale a Parigi, nel 1976, cominciò con una mano (la destra) chiusa nella portiera dell’auto, proseguì con la ricerca delle scarpe che Bertolucci mi aveva portato via pensando fossero le sue, e culminò con un caldo vicino ai 40 gradi. I giornali parigini del mattino titolavano da una settimana sulla siccità che stava mettendo in ginocchio la Francia”

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Il consiglio di Panatta a Sinner

L’ex capitano della nazionale italiana di Coppa Davis spera che il n. 1 della classifica ATP vada a fondo della questione per capire cosa gli sia accaduto a Parigi: “Sono d’accordo con Jannik, quando dice, che il caldo non c’entra. Mi auguro però che prenda sul serio la questione, molto sul serio, e voglia vederci chiaro fino in fondo. Servono controlli accurati, a tutto campo, in un tennis così niente può essere preso sotto gamba. Mi sarebbe piaciuto premiarlo, ma le cadute di oggi saranno i buoni motivi di domani, per provarci e riprovarci. Ancora e ancora. Non ho dubbi sul fatto che Jannik porterà a casa anche il Roland Garros, e visto che il record dei Masters 1000 consecutivi è già suo, il prossimo anno potrà puntare su una programmazione più leggera, rinunciando a qualcosa. Sarà lui a decidere. Ma l’importante è stare bene, capire perché il suo splendido motore si metta d’improvviso a girare a vuoto. Se è questione di testa o di fisico. I problemi, Sinner ha sempre mostrato di saperli affrontare”