Roland Garros 2026, Medvedev: “C’è una grande differenza tra me e Sinner”. Ecco quale
Unico tennista capace di conquistare un set con Jannik Sinner al Masters 1000 di Roma, Daniil Medvedev esprime il suo punto di vista sulla superiorità del 24enne di San Candido in questa stagione.
Roland Garros 2026, favoriti e outsider: per Sinner è arrivato il momento del Career Grand Slam
Medvedev parla del cambio di ritmo di Sinner
L’ex n. 1 del mondo partecipa al media day del Roland Garros 2026, sottolineando la grande capacità dell’azzurro di cambiare ritmo nel corso dello scambio: “In questo momento è estremamente difficile giocare contro Jannik. Per riuscire a batterlo devi dare il meglio di te per tre, quattro o addirittura cinque set. Devi correre, servire bene, rispondere bene e fare assolutamente tutto alla perfezione, perché lui gioca sempre al massimo livello. A Roma sono riuscito a giocare particolarmente bene nel secondo set, ma nel terzo ho avuto un gioco un po’ debole al servizio e ho perso la partita per un solo break. Contro di lui ogni piccolo calo di livello si paga a caro prezzo. La grande differenza con Jannik è che è in grado di cambiare il ritmo dello scambio in qualsiasi momento. Nei botta e risposta di rovescio contro rovescio, all’improvviso può accelerare con un colpo parallelo e trasformarlo praticamente in un vincente ogni volta. Inoltre è incredibilmente veloce nel coprire il campo. Provi a spostarlo o a sorprenderlo e sembra che non perda mai l’equilibrio. È molto difficile giocare contro di lui, anche se allo stesso tempo mi piace questa sfida perché sento sempre di dover trovare un modo migliore per competere“.
Medvedev parla dei montepremi e del calendario
Interessante riflessione, poi, del moscovita sul calendario e i montepremi del circuito ATP: “Il calendario è molto impegnativo. Se giochi fino alla fine della stagione, praticamente non riesci a riposarti. Se ti prendi tre settimane di pausa, metti già a rischio la tua preparazione per l’Australia, e nessuno vuole rinunciare a un Grande Slam. Credo che se un giorno il circuito riuscisse a ridurre un po’ la durata della stagione, anche se ciò significasse meno tornei o addirittura meno soldi, moltissimi giocatori accetterebbero questo cambiamento perché sarebbe di grande aiuto dal punto di vista fisico e probabilmente ridurrebbe gli infortuni“.