Roland Garros

Roland Garros 2026, Volandri orgoglioso di Cobolli: “Peccato solo per l’inizio del 5° set”. Poi la previsione su Wimbledon

Il capitano della nazionale italiana di Coppa Davis Filippo Volandri ha seguito da vicino le gesta dei tennisti italiani al Roland Garros
Filippo Volandri
Filippo Volandri (Getty Images)

Grande torneo per i tennisti italiani al Roland Garros 2026 con tre nostri connazionali ai quarti e Flavio Cobolli in finale dove si è arreso in cinque set ad Alexander Zverev.

Volandri elogia Cobolli

Non può che essere soddisfatto del rendimento complessivo degli azzurri il capitano della nazionale italiana di Coppa Davis, Filippo Volandri, che rilascia una interessante intervista al Corriere dello Sport in cui parla soprattutto del finalista di Parigi: “Flavio ha fatto tutto benissimo in questi tre giorni, partendo dai primi due allenamenti dopo il ritiro di Matteo in semifinale. Il clima era ottimo anche la mattina prima del match. Ovviamente, una volta in campo, è normale che un primo set come quello che ha giocato possa costare caro, ma è stato bravo a entrare in lotta. Peccato per l’inizio del quinto set, dopo una lunga pausa, perché quei primi due punti e il primo game potevano andare diversamente. Ci ho sempre creduto da prima che iniziasse il match. Flavio è un grandissimo lottatore, uno che fa girare le cose anche quando non vanno bene. È ciò che ha fatto ancora una volta. Flavio è cresciuto tanto, anche nella programmazione. Adesso è quella di un giocatore forte. I grandi giocatori sanno cogliere le chance. Qui a Parigi sono tre gli azzurri che lo hanno fatto. Abbiamo capito che dall’Italia le buone notizie arrivano sempre più spesso. Dobbiamo essere orgogliosi di questa armata di ragazzi straordinari”.

Volandri si aspetta molto da Wimbledon

In ultimo, il livornese parla delle chance dei nostri tennisti sull’erba di Wimbledon a partire da lunedì 29 giugno: “Wimbledon è diventato un torneo per gli italiani. Quello che ci aspettiamo è arrivare alla fine della seconda settimana e parlare ancora di tennis azzurro“.