Tennis

Sinner senza filtri, il siparietto con Cahill sulla patente della moto e tanto altro: i dettagli – VIDEO

Jannik Sinner inedito nel primo episodio della serie Unfiltered su YouTube
Jannik Sinner
Jannik Sinner (Getty Images)

Nel primo episodio di Unfiltered, Q&A pubblicato su YouTube, Jannik Sinner apre il libro dei ricordi, raccontando una serie di episodi inediti.

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Sinner spiega perché ha preferito il tennis allo sci

In particolare, il nativo di San Candido si concentra sulla scelta della carriera tennistica: “La prima volta che sono andato su un campo da tennis è stato con mio padre. Avevo 3 anni e mezzo, 4 anni e mio padre mi diede la racchetta. Da lì ho continuato a giocare, ma non molto, di solito un paio d’ore a settimana fino a quando avevo circa 13 anni. Ho continuato con il tennis perché lo sci era diventato molto difficile mentalmente per me: svegliarsi molto presto, il freddo era duro. Inoltre, nello sci vincevo molto, mentre nel tennis non vincevo nulla. Così ho provato qualcosa di nuovo ed è così che sono andato avanti con il tennis. Se non giocassi a tennis probabilmente lavorerei in cucina con mio padre, che era cuoco. Non mi vedrei come sciatore professionista per vari motivi. Quindi qualcosa di realistico sarebbe lavorare con lui e magari avere ambizioni più grandi in quel campo. Come tennista, ovviamente ti alleni per vincere il più possibile, ma devi anche goderti il percorso. Ci sono alti e bassi, è normale. Come persona, cerco di crescere nel modo giusto: il successo non dovrebbe mai cambiare una persona. Questo per me è fondamentale, così come circondarsi di persone giuste, cosa che sto facendo. E poi godersi la vita, perché si vive una volta sola. Momenti più belli? Ce ne sono due. Quando sono diventato numero uno nel 2024, al Roland Garros: è stato un momento bellissimo. E poi quando ho vinto Wimbledon. Da piccolo non era nemmeno un sogno, sembrava irrealistico vincere un torneo così importante. Ma crescendo inizi a crederci. Vincere quel titolo con i miei genitori, mio fratello e i miei amici è stato il momento più felice della mia carriera”.

La fatica di Sinner per prendere la patente della moto

Ma c’è tanto altro in questo episodio in cui il n. 2 della classifica ATP svela di cercare di dormire almeno nove al giorno, aiutandosi quando possibile anche con brevi sonnellini nel pomeriggio; la superstizione di usare sempre lo stesso bagno in un torneo se ha vinto l’edizione precedente, il mango come frutto preferito, la musica sempre accesa in auto, il dolce preferito al salato.

C’è, poi, spazio per un siparietto con Darren Cahill che lo punzecchia e gli chiede quante volte abbia fallito l’esame per ottenere la patente della moto: all’azzurro non fa piacere rispondere all’inizio, ma con la consueta sincerità rivela che gli sono serviti tre tentativi per farcela.

In definitiva, un racconto che contribuisce a rendere ancora più umano il fenomeno altoatesino, ben diverso dal robot in campo descritto da Joao Fonseca.

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