Tennis

Toni Nadal si candida per il dopo Cahill: “Ecco perché allenerei Sinner”

Toni Nadal sarebbe entusiasta di poter lavorare con Jannik Sinner in futuro
Jannik Sinner (Getty Images)

Presso l’Angelini Academy, l’incontro formativo “Il coraggio di rischiare – il tennis come metafora” ha avuto come assoluto protagonista Toni Nadal, zio del leggendario Rafa, oltre che stimato allenatore.

Tabellone maschile Roland Garros 2026 dopo l’ingresso dei qualificati: derby Pellegrino-Cobolli! Per Cinà c’è Opelka

Toni Nadal spiega perché allenerebbe Sinner

Inevitabile parlare di Jannik Sinner con il coach iberico che sembra lanciare la sua candidatura nel caso in cui Darren Cahill dovesse ritirarsi a fine stagione: “Allenerei Sinner. Ha disciplina, educazione e una mentalità che ricorda quella dei più grandi. Mi piace lavorare con persone che non creano problemi e che accettano la verità, anche quando è scomoda. Tutto nella vita si può migliorare: è solo questione di dedicarsi”.

Roland Garros 2026, favoriti e outsider: per Sinner è arrivato il momento del Career Grand Slam

La cultura della verità secondo Toni Nadal

Parlando del ruolo di allenatore, zio Toni ha le idee chiare: “Oggi molti allenatori devono dire ai giocatori ciò che vogliono ascoltare. Io non l’ho mai fatto. Con Rafael parlavo con sincerità, anche quando era dura. Il risultato non è importante quanto il percorso per arrivarci. Prima di una finale di Montecarlo contro Federer, Rafael mi chiese come vedevo la partita. Gli dissi la verità: che Roger aveva un dritto migliore, un rovescio migliore, un servizio migliore… Mi fermò. Ma io gli risposi: ‘Se vuoi, posso ingannarti. Ma il giudizio del campo non ci ingannerà’. La verità è la base del miglioramento. Molte volte Rafa usciva zoppo dal campo. Ma ha continuato, sempre. Si è ritirato sapendo di aver fatto tutto ciò che era in suo potere”.