Wimbledon 2026, Cobolli: “Dopo Parigi mi guardano con occhi diversi”
È dovuto tornare in campo quest’oggi Flavio Cobolli per completare il match di primo turno a Wimbledon 2026 contro Mariano Navone. Un quarto set soffertissimo vinto al tie-break regala al romano il pass per il secondo turno, dove domani affronterà l’australiano James Duckworth. In conferenza stampa Cobolli ha analizzato così la prestazione odierna: “Non è facile tornare in campo e giocare il giorno dopo. Era la prima volta che mi capitava e penso di aver gestito tutto molto bene. Oggi il livello è stato un po’ più alto rispetto a ieri, quindi sono abbastanza contento. Ho annullato tanti set point e penso che anche questo possa aiutarmi per il prossimo turno, per il mio tennis e per il feeling con la palla e con il campo. Non ho giocato molto sull’erba, quindi ho bisogno di tempo”.
Wimbledon 2026, Cobolli: “Sto crescendo, il mio livello è buono”
Cobolli ha poi analizzato le differenze di gioco tra le varie superfici e i suoi miglioramenti sull’erba: “Ormai tutti i giocatori giocano bene su tutte le superfici. E questo tipo di campo quest’anno a Wimbledon è piuttosto lento, quindi tutti possono giocare bene. Forse ho fatto fatica soprattutto negli scambi: a volte sentivo che lui fosse migliore di me nel palleggio. Ho dovuto trovare un modo per indirizzare la partita dalla mia parte. Penso di esserci riuscito e, alla fine, la fatica è stata più sua che mia. In cosa sono peggiorato? In niente (ride n.d.c.). Penso che tutto stia andando in crescita e il livello adesso sia buono. Credo che il mio rovescio in slice sia diventato un’altra soluzione che posso usare. Abbiamo lavorato molto sulla volée e sullo slice: è un’area del gioco che prima non avevo mai usato così”.
Wimbledon 2026, Cobolli: “Sono sempre lo stesso, ma credo mi guardino con occhi diversi”
In chiusura di conferenza stampa Cobolli ha parlato di cosa è cambiato dopo la finale di Parigi: “Io mi sento sempre lo stesso. Questa fortuna di aver fatto finale in uno Slam, che è il sogno di tutti, la percepisco anche negli altri giocatori: è come se adesso mi guardassero pensando ‘cavolo, anch’io vorrei fare finale Slam’. Ma è quello che ho pensato anch’io tante volte quando guardavo giocatori finalisti di uno Slam, quindi credo che sia normale. Non ho avuto tantissimo tempo per capire quello che è successo, quindi c’è anche questa fase in cui ho bisogno di capire meglio dove sono arrivato e quello che sto facendo. Però mi dà tanta carica per poi scendere in campo. Credo che adesso mi guardino con un occhio diverso e questo è importante per me e anche per le partite”.