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Wimbledon 2026, Djokovic: “Una bella stesa vecchio stile. Voglio tornare”

Novak Djokovic perde in tre set contro Jannik Sinner e saluta Wimbledon in semifinale: “Lui è stato superiore”
Novak Djokovic
Novak Djokovic (Getty Images)

Non usa grandi giri di parole Novak Djokovic per analizzare la sconfitta incassata nella semifinale di Wimbledon contro Jannik Sinner: È stato una bella stesa vecchio stile. Non c’era molto che potessi fare”. Un’analisi lucida che descrive perfettamente il triplo 6-4 incassato da Djokovic, che in conferenza stampa ha poi aggiunto: “Ero praticamente in ritardo di mezzo passo su ogni colpo, quindi… È semplice. Lui è stato almeno un livello superiore a me. Io non ero abbastanza brillante, abbastanza reattivo, né sufficientemente in equilibrio per giocare contro di lui. Tutto qui. Non c’era molto che potessi fare in campo”. Djokovic ha fatto un paragone con la semifinale dello scorso anno: “Ero infortunato durante quella partita. In realtà mi ero fatto male nei quarti di finale. Non mi aspettavo molto da me stesso in quel match. Qui invece stavo bene, fisicamente mi sentivo a posto. Magari non ero freschissimo, ovviamente, come all’inizio del torneo, ma fisicamente stavo bene. Lui è stato nettamente il giocatore migliore in campo e ha dominato. Bisogna semplicemente riconoscerlo e dirgli: “Complimenti, ben fatto”.

Wimbledon 2026, Djokovic: “Sono sempre competitivo”

Parlando del suo livello, Djokovic ha avuto da ridire con un giornalista che gli sottolineava come quest’anno il suo livello fosse superiore rispetto a dodici mesi fa: “Non sono d’accordo con la tua opinione. Sono sempre competitivo. Do sempre il massimo. A seconda delle circostanze, da fuori a volte può sembrare di più e altre volte di meno. Soltanto io so quello che affronto interiormente e cosa serva per riuscire a giocare ancora a questo livello. Naturalmente sono deluso. Ovviamente volevo vincere Wimbledon. È questa la ragione per cui continuo a spingermi così duramente. Ma ho semplicemente perso contro un giocatore migliore. Devo accettarlo. Ovviamente è dura. Una volta uscito dal campo, è difficile riuscire ad accettarlo. Ma è così. Non sono arrabbiato con me stesso. Non penso di aver sbagliato molte cose. Ero semplicemente uno o due livelli sotto di lui. Voglio dire, lui giocava in modo solidissimo sotto ogni aspetto. Il servizio, per esempio: è molto difficile leggere la sua battuta, che negli ultimi due anni, da quando ha cambiato la tecnica, è diventata un’arma incredibile. Naturalmente da fondo campo è solido quanto chiunque altro. Tutto qui”. 

Wimbledon 2026, Djokovic: “Semifinali o finali Slam non mi bastano” 

Djokovic in chiusura di conferenza ha parlato dei suoi risultati negli Slam, che evidentemente non sono sufficienti per il serbo: “L’anno scorso ho raggiunto quattro semifinali. Quest’anno, nei primi tre Slam, ho raggiunto una finale e una semifinale. Immagino che per il 99% dei giocatori sarebbe un ottimo risultato nei tornei del Grande Slam. Per me è un buon risultato, ma non abbastanza, perché ho la fortuna e la maledizione di essere abituato al massimo livello possibile in termini di risultati e traguardi. In un certo senso sto anche facendo i conti con me stesso. Mi dico: “Guarda, è incredibile che tu riesca ancora a giocare a un livello tanto alto, come continuano a ripeterti le persone che ti circondano, e a spingere al limite i giovani nella lotta per i titoli Slam”. Ed è vero. Allo stesso tempo, però, ho sempre le aspettative più alte nei confronti di me stesso. È una sorta di battaglia interiore tra quello che ho vissuto negli oltre vent’anni della mia carriera, gli obiettivi e le aspettative che ho sempre avuto, e il tentativo di trovare un equilibrio ed essere un po’ più umile da questo punto di vista. Tornare qui l’anno prossimo? Mi piacerebbe, almeno un’altra volta. Vedremo”.