Wimbledon 2026, Serena Williams: “Ecco le mie nuove aspettative”. Poi l’attacco al regolamento antidoping
A quasi quattro anni di distanza dall’ultimo match disputato in singolare agli US Open 2022, Serena Williams è pronta a fare il suo ritorno in campo contro Maja Joint nella giornata di martedì 30 giugno a Wimbledon.
Serena Williams vuole soltanto divertirsi
Ecco le parole dell’ex n. 1 della classifica WTA riguardo alle sue aspettative in questo torneo: “Mi sono accorta di essere realmente tornata solo quando ho giocato al Queen’s. É stato un po’ come andare in bicicletta. Mi aspetto di essere nervosa in campo. Lo ero in ogni singola partita che abbia mai giocato, ma solo perché mi importava del mio lavoro. Penso che i miei sentimenti saranno diversi. Penso che in generale le mie aspettative siano decisamente diverse per la prima volta nella mia carriera. Sento che i miei sentimenti sono giusti, non che lo fossero prima, altrimenti non sarei qui oggi, ma sento che mi divertirò davvero a stare là fuori. Non guardo troppo quello che ho fatto nel passato. Non sapresti mai che ero un atleta professionista se avessi passato una giornata con me a casa. I miei trofei sono in una stanza nascosta. Penso che la maggior parte dei ricordi che ho sono per lo più delle Olimpiadi. Nessuna voleva giocare con me al 1° turno? Rispettosamente, non è sorprendente. Semplicemente perché penso che chiunque, ad esempio, non vorrebbe giocare al primo turno con i Fab Four, compreso Novak che è ancora qui. Penso solo che sia grande rispetto. Inoltre, nessuno sa come il mio gioco può o non può essersi evoluto e cosa aspettarsi”.
La critica di Serena Williams al sistema antidoping
Negli ultimi tempi ci sono state delle modifiche molto restrittive riguardo i controlli antidoping, per nulla gradite dalla 23 volte campionessa Slam: “È estenuante. Hanno cambiato le regole ora e alcune non le conoscevo. Immagino di non poter andare più a prendere i miei figli e non è professionale, lo odio. Penso che ci debba essere un modo più ragionevole di fare tutto ciò. Era una delle ragioni per cui non volevo tornare“.